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Hockey su pista femminile: Italia di bronzo dopo 30 anni

today11 Ottobre 2026 4

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Trent’anni dopo, l’Italia torna sul podio mondiale dell’hockey su pista femminile. Sabato 10 ottobre ad Asunción, in Paraguay, nella finale per il terzo posto dei World Skate Games, le azzurre di Valerio Antezza hanno battuto il Portogallo 3-2 e si sono prese il bronzo. L’ultima medaglia iridata era l’argento del 1996 a Sertãozinho, in Brasile, dietro la Spagna.

La Spagna, il giorno dopo, ha vinto anche questo Mondiale: 3-1 all’Argentina in finale, nono titolo della sua storia.

Tre gol, poi la resistenza

La partita si è aperta bloccata, con un timeout e a lungo senza reti. A sbloccarla è stata Sofia Bertinato al 16’36” del primo tempo. Poco prima dell’intervallo, al 21’09”, Matilde Ghirardello, giovanissima, ha firmato il 2-0. Due episodi del primo tempo pesano quanto i gol: le tre parate di fila di Veronica Caretta su Coelho al 7′ e il rigore sbagliato dalla portoghese Costa al 20′.

Al rientro sono bastati 92 secondi a Elena Tamiozzo per il 3-0. Sembrava chiusa, e invece no. Il Portogallo ha accorciato con la capitana Moncovio al 5’42” della ripresa e ha assediato la porta azzurra. Moncovio ha segnato ancora al 21’54”, a tre minuti dalla sirena. Un minuto dopo è arrivato il cartellino blu a Tamiozzo, due minuti di espulsione, con un tiro diretto per il Portogallo. Caretta lo ha parato. Da lì in poi, solo difesa fino alla fine.

Il cammino ad Asunción

Le azzurre avevano dominato la prima fase: 13-1 al Brasile, 12-0 all’India, 4-1 al Portogallo, 21-0 al Messico. Poi l’1-0 alla Colombia, la partita più tirata, che ha aperto le porte della semifinale. Lì l’Argentina è stata troppo forte: 4-0, con la doppietta di Gomez e i gol di Julieta Fernandez e Adriana Soto. Il giorno dopo, la seconda sfida al Portogallo in cinque giorni, e il bronzo.

Il Portogallo, per le azzurre, ha un significato preciso. Due anni fa, al Mondiale giocato in casa a Novara, era stato proprio il Portogallo a fermarle in semifinale, prima della finale per il bronzo con l’Argentina che non ha portato la medaglia. Ad Asunción gli incroci si sono rovesciati: due vittorie sul Portogallo, la sconfitta con l’Argentina, e questa volta il podio.

Mondiale hockey su pista femminile 2026 · Il percorso dell’Italia
Data Fase Avversaria Risultato
4 ott Prima fase Brasile 13-1
5 ott Prima fase India 12-0
6 ott Prima fase Portogallo 4-1
7 ott Prima fase Messico 21-0
8 ott Quarti Colombia 1-0
9 ott Semifinale Argentina 0-4
10 ott Finale 3° posto Portogallo 3-2 · Bronzo
Fonti: FISR via Alusìa, OA Sport, Sportface · Finale per l’oro: Spagna-Argentina 3-1

Perché trent’anni

Secondo la Federazione, nella sua storia il movimento femminile azzurro conta sei bronzi europei e quattro piazzamenti tra le prime quattro ai Mondiali. Una Nazionale spesso vicina al vertice, che però dal 1996 non era più riuscita a salire sul podio iridato. Ad Asunción quel passo l’ha fatto una squadra che tiene insieme due generazioni: le più esperte come Tamiozzo, classe 1998, e Caretta, che gioca in Spagna nel Gijón, e due attaccanti giovanissime come Bertinato e Ghirardello, entrambe a segno nella partita più importante.

Il gruppo è questo: in porta Caretta e Giorgia Meneghello, poi la capitana Pamela Lapolla, Anna Orsato, Ludovica Rossetto, Tamiozzo, Bertinato, Ghirardello, Luisa Lamacchia e Laura Rubega. C’è però un dato che fa riflettere. Nove convocate su dieci giocano in tre club: Hockey Valdagno, Hockey Trissino e Roller Matera, il club del CT Antezza. Valdagno e Trissino sono a pochi chilometri l’uno dall’altro, nel Vicentino. Per noi questo bronzo dice due cose insieme: cosa sa fare un movimento piccolo quando lavora bene, e quanto potrebbe crescere se la base si allargasse oltre quei tre palazzetti. La medaglia è il momento giusto per chiederlo.

Scritto da: 4EVA Redazione

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