Grand Slam

Elena Rybakina: da Cincinnati al numero uno del mondo

today14 Settembre 2026 5

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Il 20 agosto, nei quarti di finale di Cincinnati contro Iga Swiatek, Elena Rybakina si ritira. Nei giorni successivi non riesce nemmeno a colpire una palla. Arriva a New York allenandosi poco e lontano dagli occhi di tutti, mentre circolano voci su un suo possibile forfait.

Tre settimane dopo alza il trofeo dello US Open. E da lunedì 14 settembre è la numero uno del mondo.

La finale

Sull’Arthur Ashe, sabato 12 settembre, l’avversaria era quella di sempre: Aryna Sabalenka, campionessa uscente, due titoli di fila a Flushing Meadows, novantanove settimane in cima al ranking.

Rybakina vince il primo set 6-4 senza giocare il suo tennis migliore. Sabalenka cresce, annulla due palle break sul 5-5 del secondo e chiude 7-5 con un rovescio vincente. Nel terzo la kazaka alza il livello della risposta, strappa il servizio al terzo game, allunga e chiude 6-2 con un ace al secondo match point. Due ore e ventuno minuti.

A consegnarle il trofeo è Maria Sharapova, che a New York aveva vinto esattamente vent’anni prima.

“Sono venuta qui a giocare negli ultimi dieci anni, non avevo mai avuto successo su questo campo. Non ci ero mai andata nemmeno vicina”, ha detto Rybakina. “Ora amo New York più che mai.”

Il percorso, e un nome che ritorna

Per arrivare in finale Rybakina ha battuto Naomi Osaka, Zheng Qinwen e, in semifinale, Coco Gauff, rimontando da un set sotto: 3-6, 6-4, 6-4.

Zheng è la stessa giocatrice che giovedì guiderà la Cina contro l’Italia nei quarti della Billie Jean King Cup, reduce proprio da quel quarto di finale newyorkese conquistato partendo dalle qualificazioni.

Una rivalità che ha cambiato padrona

Sabalenka resta avanti nei confronti diretti, 10-8. Ma gli ultimi tre li ha vinti tutti Rybakina, e tutti in finale: WTA Finals 2025, Australian Open a gennaio, US Open adesso. In mezzo c’è Indian Wells, a marzo, dove era andata al contrario.

Il risultato è una stagione che per Rybakina vale due Slam e il numero uno, e che per Sabalenka si chiude senza titoli major per la prima volta dal 2022. Alla premiazione la bielorussa, che a fine partita aveva spaccato la racchetta, ha provato a sorridere: si è complimentata e ha chiesto alla rivale di lasciare un po’ di spazio anche a lei.

I numeri messi in fila fanno impressione. Terzo Slam su quattro finali disputate, dopo Wimbledon 2022 e l’Australian Open di gennaio. Quattordicesimo titolo in carriera. È la terza giocatrice dal 2000 a vincere Australian Open e US Open nello stesso anno, dopo Angelique Kerber e la stessa Sabalenka. Per il Career Grand Slam le manca il Roland Garros.

La scelta del 2018

C’è un pezzo di questa storia che precede tutto il resto.

Rybakina è nata e cresciuta a Mosca. Nel 2018, a diciannove anni, ha cambiato bandiera e cittadinanza sportiva scegliendo il Kazakistan. Il motivo, riportato da TIME, è semplice: la Federazione kazaka le aveva offerto il sostegno economico che quella russa non aveva voluto garantirle.

Otto anni dopo, tutti e tre i titoli Slam nel singolare della storia del Kazakistan portano il suo nome. È difficile trovare un esempio più netto di cosa possa produrre un investimento fatto al momento giusto su un’atleta giovane. E di cosa si perda chi decide di non farlo.

Adesso si ferma

Il conto di quelle due settimane è arrivato. Le fasi finali dello US Open Rybakina le ha giocate sotto antidolorifici, e il problema al tendine d’Achille rimediato a Cincinnati si è ripresentato. Il suo staff parla di almeno due settimane di cure prima di tornare ad allenarsi a pieno ritmo, e la numero uno del mondo non sarà a Shenzhen con il Kazakistan per la Billie Jean King Cup.

Nei prossimi giorni andrà ad Astana e Almaty per una serie di masterclass con giovani tenniste e tennisti, e per sottoporsi agli esami medici.

Il racconto sportivo tende a celebrare chi gioca sul dolore. Vale la pena dare lo stesso peso alla decisione opposta: fermarsi quando serve, anche con la bandiera del proprio Paese in palio. Rybakina ha vinto lo US Open stringendo i denti. Adesso sceglie di curarsi, ed è una scelta che dice molto su come intende stare in cima.

Autore

Scritto da: Andrea Rango

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