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Calcio femminile: sfide, professionismo e parità di genere 4EVA Redazione
In un Campionato Europeo dove si celebrano, giustamente, le imprese di Isabelle Haak c’è un’altra giocatrice svedese che merita attenzione.
Per anni Hanna Hellvig ha avuto male senza sapere perché. E per anni, quando lo diceva, si è sentita rispondere che se lo stava inventando.
La schiacciatrice della nazionale svedese, 26 anni, ha raccontato a SVT Sport di avere l’artrite reumatoide. Lo ha fatto il 20 agosto, alla vigilia dell’EuroVolley disputato in casa, dopo aver tenuto la diagnosi dentro la cerchia più stretta.
Il passaggio più duro del suo racconto non riguarda la malattia. Riguarda gli anni precedenti: il dolore inspiegabile, le persone attorno che non le credevano, il sospetto che fosse debole o che se lo immaginasse. Hellvig ha detto di essere arrivata a dubitare del proprio equilibrio mentale. Aggiunge che, in un certo senso, la diagnosi è stata un sollievo — la conferma che il male c’era davvero.
L’artrite reumatoide è una malattia infiammatoria cronica di origine autoimmune. Colpisce la membrana sinoviale, in particolare nelle piccole articolazioni di mani e piedi, e provoca gonfiore, dolore e rigidità mattutina prolungata. Non si guarisce, ma si tratta: la scheda del servizio sanitario svedese citata da SVT indica i farmaci antireumatici modificanti la malattia come base della terapia, insieme all’attività fisica adattata. La diagnosi precoce è determinante per prevenire danni articolari.
Per una pallavolista, le articolazioni delle mani non sono un dettaglio.
Il titolo facile qui sarebbe “gioca nonostante la malattia”. Non è quello il punto. Il punto è che tra i primi sintomi e la diagnosi sono passati anni, e in quegli anni il dolore di un’atleta professionista è stato ripetutamente derubricato a sovraccarico, immaginazione o fragilità caratteriale.
L’artrite reumatoide colpisce le donne in misura nettamente maggiore rispetto agli uomini. La scarsa considerazione del dolore riferito dalle pazienti è un tema documentato nella letteratura medica da decenni. Nel contesto sportivo, dove “avere male” è considerato parte del mestiere, il filtro è ancora più spesso.
Nella stagione 2025/26, con la diagnosi ormai chiara e la terapia impostata, Hellvig ha giocato la sua miglior pallavolo: all’Uni Opole in Polonia, terzo posto in campionato e quarta posizione nella classifica realizzatrici. Non è la malattia ad averla resa più forte. È il fatto di sapere finalmente contro cosa stava combattendo.
Hellvig ha spiegato di aver deciso di parlarne per un motivo preciso: se hai dolore, fallo controllare. Detta da chi ha aspettato anni prima di essere presa sul serio, non è un consiglio generico.
Le informazioni cliniche in questo articolo hanno finalità divulgativa e non sostituiscono il parere medico.
Schiacciatrice della nazionale svedese di pallavolo, nata nel 2000 a Lidingö. Nella stagione 2025/26 ha giocato in Polonia con l’Uni Opole.
Una malattia infiammatoria cronica autoimmune che colpisce la membrana sinoviale, soprattutto nelle piccole articolazioni di mani e piedi. Non è guaribile, ma è trattabile con terapie farmacologiche e attività adattata.
Il caso di Hellvig mostra che è possibile con una diagnosi corretta e una terapia adeguata. Ogni situazione è però individuale e va valutata con lo specialista.
I sintomi venivano attribuiti al sovraccarico da allenamento. Hellvig ha raccontato che a volte le veniva detto che il dolore fosse immaginario, arrivando lei stessa a dubitarne.
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Scritto da: Andrea Rango
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