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Finale WNBA, gara 1 alle Valkyries: 68-64 sulle Dream

today17 Ottobre 2026 10

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La prima vittoria in una finale WNBA, le Golden State Valkyries l’hanno costruita in difesa. Sabato 17 ottobre, al Chase Center di San Francisco tutto esaurito, hanno battuto le Atlanta Dream 68-64 in gara 1. Erano sotto 64-61 a poco più di tre minuti dalla fine: da quel momento Atlanta non ha più segnato un punto.

Le Valkyries conducono la serie 1-0, alla seconda stagione della loro storia. Per le Dream si interrompe una striscia di dieci vittorie consecutive e resta un dato che pesa: in quattro finali giocate, Atlanta non ha mai vinto una partita.

Tabellino · Golden State Valkyries-Atlanta Dream 68-64
Tabellino di gara 1 della finale WNBA 2026 tra Golden State Valkyries e Atlanta Dream, 17 ottobre 2026
Voce Valkyries Dream
Parziali 14, 28, 9, 17 22, 17, 17, 8
Migliori Williams 26 (8/22), Stokes 9 + 7 rimb. e 4 stoppate, Zandalasini 8, Charles 7 + 10 rimb., Burton 5 Gray 19 (5/19), Reese 14 + 12 rimb., Howard 12 + 7 rimb., Canada 8 + 7 ass.
Rimbalzi (offensivi) 41 (12) 35 (7)
Tiro da 3 7/33 circa 16%
Punti dalla panchina 20 6
Ultimo quarto al tiro 4/16 2/19 0/7 DA 3
Sabato 17 ottobre 2026, ore 21:30 italiane, Chase Center di San Francisco · Fonte: Fox Sports, Bleacher Report, CBS Sports, Golden State Valkyries

La cronaca

Atlanta è partita forte, trascinata da Angel Reese: 11 punti nel primo quarto con 5 su 6 al tiro, e Dream avanti 22-14. Gabby Williams in quei dieci minuti non aveva segnato.

Il secondo quarto è stato suo. Sedici punti in un solo periodo, la sesta giocatrice nella storia delle finali WNBA a superare quota 15 in un quarto. Le Valkyries lo hanno vinto 28-17 e sono andate all’intervallo avanti 42-39.

Nel terzo periodo Atlanta ha ripreso il controllo con Rhyne Howard e ha toccato il +9, il vantaggio più ampio della partita. Golden State ha segnato appena 9 punti e alla terza sirena era sotto 56-51.

Il finale: Atlanta si spegne

L’ultimo quarto è finito 17-8, e il motivo è nei numeri delle Dream: 2 su 19 al tiro, 0 su 7 da tre, quattro punti negli ultimi sei minuti e mezzo e nessuno negli ultimi 3’12”. Howard ha perso due palloni nei minuti decisivi, Allisha Gray, la migliore di Atlanta per tutta la sera, nell’ultimo periodo non ha segnato.

Il sorpasso è arrivato dalla lunetta: a 1’18” Williams ha messo i due liberi del 65-64, nonostante un colpo al ginocchio in un contatto con Jordin Canada. Kiah Stokes ha fatto 1 su 2 a 23,8 secondi dalla fine, Gray ha sbagliato la tripla del possibile pareggio a 9 secondi, e Williams ha chiuso i conti con altri due liberi a 4,1 secondi. L’ultimo rimbalzo l’ha preso Kaila Charles.

«Abbiamo sempre saputo che in qualche modo avremmo trovato la strada», ha detto Williams a fine gara. Dall’altra parte coach Karl Smesko: «Eravamo lì, proprio lì. Fa un po’ male, ma ci dà anche motivazione».

La partita di Cecilia Zandalasini

Cecilia Zandalasini ha giocato 22 minuti e ha segnato 8 punti, con 3 su 10 al tiro e 1 su 5 da tre. Tre di quei tiri liberi se li è guadagnati su un fallo flagrante di Naz Hillmon durante un tiro da tre, ma ne ha realizzato solo uno. A completare la sua serata un rimbalzo, un assist, una palla recuperata e una stoppata.

Non la sua partita migliore al tiro, ma è stata una delle dieci giocatrici che Natalie Nakase ha usato. Ed è proprio la profondità la differenza vista in gara 1: la panchina delle Valkyries ha segnato 20 punti, quella delle Dream 6, con Atlanta che ha ruotato solo sette giocatrici e ha tenuto Howard e Canada in campo 38 minuti.

Gray rientra, Hayes da valutare

Allisha Gray, ferma da gara 1 di semifinale per l’infortunio alla mano sinistra, ha ricevuto il via libera circa mezz’ora prima della palla a due. Ha chiuso con 19 punti, 8 su 8 ai liberi, ma 5 su 19 dal campo e 1 su 8 da tre. Reese ha firmato una doppia doppia da 14 punti e 12 rimbalzi.

Tra le Valkyries resta da capire come sta Tiffany Hayes, uscita nel finale dopo una brutta caduta in cui si è colpita al volto. È rientrata negli spogliatoi con le proprie gambe.

Il punto della redazione

Gara 1 è andata esattamente come avevamo immaginato nella presentazione: punteggio basso, partita decisa negli ultimi possessi, difese sopra gli attacchi. Golden State ha tirato con il 32% e 7 su 33 da tre, e ha vinto lo stesso. È il segno di una squadra che sa vincere anche quando il canestro sembra chiuso, perché vince la lotta a rimbalzo, 41-35, e non concede nulla nel finale.

Per Atlanta il problema è il serbatoio. Sette giocatrici, titolari tutte sopra i 29 minuti, un ultimo quarto da 8 punti. In una serie che si giocherà ogni due o tre giorni, la panchina corta può diventare il vero avversario delle Dream, più ancora delle Valkyries.

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Scritto da: 4EVA Redazione

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