Ascoltatori:
Ascoltatori di punta:
4EVA Radio Donne oltre lo sport
play_arrow
Radio Appalla cassa e basta!
play_arrow
Calcio femminile: sfide, professionismo e parità di genere 4EVA Redazione
In Sud Africa, tra luglio e settembre del 2024, sono state uccise 957 donne. Nello stesso trimestre, la polizia ha registrato oltre 10.000 stupri. Sono dati ufficiali del Human Sciences Research Council, l’istituto nazionale di ricerca sociale del paese. Il tasso di femicidio sudafricano è cinque volte la media globale.
Bohlale Mphahlele aveva sedici anni quando ha letto queste statistiche. Frequentava la SJ van der Merwe Technical High School nella provincia del Limpopo, una delle aree più povere e rurali del paese. Invece di assorbire quei numeri come dati di sfondo, ha iniziato a chiedersi cosa potesse costruire.
La risposta si chiama Alerting Earpiece. E sembra un orecchino.
Prima di capire l’invenzione di Bohlale, vale la pena capire il problema che ha scelto di risolvere. Non la violenza di genere in senso astratto — quella è troppo grande per un singolo dispositivo — ma una cosa specifica: come chiedi aiuto quando l’aggressore è già lì?
I telefoni si vedono. Le app di emergenza richiedono di sbloccare lo schermo, aprire l’app, premere un bottone. Un gesto che in una situazione di pericolo può non essere possibile, o può aggravare la situazione se l’aggressore se ne accorge. I braccialetti antipanico esistono, ma si riconoscono per quello che sono.
Bohlale ha lavorato a partire da un’osservazione semplice: le donne portano orecchini. Sempre, ovunque, in qualsiasi contesto sociale. Nessuno ci fa caso. Nessuno li nota. È il posto più invisibile del corpo.
Il dispositivo ha l’aspetto di un normale accessorio ma nasconde al suo interno una filiera tecnologica completa. Quando la portatrice si trova in pericolo, preme un piccolo pulsante nascosto. A quel punto, il sistema si attiva in modo silenzioso:
Tutto senza estrarre il telefono. Senza parlare. Senza muovere le mani in modo sospetto. In situazioni in cui le vittime sono spesso immobilizzate dalla paura, dallo shock o dalla coercizione fisica, la discrezione è la caratteristica progettuale centrale del dispositivo.
Non è solo tecnologia. È un ragionamento preciso su come funziona la violenza e su come si sopravvive a essa.
Bohlale ha presentato il prototipo all’Eskom Expo for Young Scientists, la principale competizione scientifica per studenti delle scuole superiori in Sud Africa. Ha vinto una medaglia di bronzo nella categoria ingegneria-elettronica, con i giudici che hanno elogiato il suo approccio a uno dei problemi sociali più urgenti del paese con un design elegante ed efficace.
Da lì, la storia si è mossa in fretta. Il suo lavoro ha attirato l’attenzione nazionale, con interviste su BBC Africa, Metro FM e SABC Morning Live. Polly Boshielo, assessora all’istruzione del Limpopo, l’ha descritta come “modello e agente di cambiamento”, chiedendo a stakeholder privati e pubblici di supportare la giovane scienziata nel perfezionare il prototipo.
Bohlale ha usato quel momento di visibilità per costruire qualcosa di strutturato. Ha fondato Mphahlele Alerts (PTY) Ltd, una società con l’obiettivo di portare l’Alerting Earpiece sul mercato mentre porta avanti una laurea in Information Technology.
Questo è il punto in cui la storia di Bohlale diverge da molte storie di giovani inventori che circolano online. L’Alerting Earpiece non è rimasto un prototipo da expo da mettere nel curriculum. È diventato un’azienda.
Mphahlele Alerts si posiziona non come progetto benefico, ma come business basato su un prodotto che risponde a un chiaro fallimento del mercato. Il Sud Africa non manca di statistiche sulla violenza. Manca di soluzioni scalabili.
La strada è in salita. Costruire hardware è costoso. Ci sono iter regolatori, questioni di sicurezza dei dati, sfide di produzione e distribuzione. Il riconoscimento non si è tradotto automaticamente in supporto sostenuto, e il percorso è stato segnato da risorse scarse e difficoltà tecniche reali. Bohlale non lo nasconde. Mphahlele Alerts sta lavorando per raggiungere ONG e settore pubblico nella speranza di avviare programmi pilota nelle aree ad alto rischio.
“Voglio che l’Alerting Earpiece raggiunga le persone più vulnerabili,” ha detto Bohlale. “Le studentesse che tornano a casa a piedi da sole, le donne che lavorano di notte, quelle nelle case abusive. La sicurezza non dovrebbe essere un privilegio.”
C’è un’idea dentro l’Alerting Earpiece che va oltre la tecnologia. È un’idea sulla natura del pericolo.
In molti contesti di violenza, essere visibile peggiora la situazione. Un telefono in mano può diventare un obiettivo. Una mossa sbagliata può scatenare una reazione. La soluzione non è uno strumento più potente — è uno strumento più invisibile.
Bohlale aveva sedici anni, viveva in una provincia rurale del Sud Africa e ha ragionato su questo con più precisione di molti designer professionisti. Ha costruito un dispositivo che funziona proprio perché nessuno sa che è un dispositivo.
Quello che differenzia il suo approccio non è solo la tecnologia, ma la comprensione profonda dell’utente. Mascherare il dispositivo come gioiello riconosce le realtà sociali della violenza, dove la visibilità può aumentare il pericolo invece di scoraggiarlo.
È un pensiero da ingegnere. Ma anche da sopravvissuta in potenziale, che ha scelto di progettare invece di aspettare.
È un dispositivo di sicurezza personale camuffato da orecchino. Con la pressione di un pulsante nascosto, scatta foto dell’aggressore, trasmette la posizione GPS in tempo reale e invia un segnale di emergenza a contatti preimpostati e ai soccorsi — tutto in silenzio, senza estrarre il telefono.
Sedici anni, nel 2020, mentre frequentava la SJ van der Merwe Technical High School nella provincia del Limpopo. Oggi ha 21 anni e ha fondato Mphahlele Alerts (PTY) Ltd per sviluppare e commercializzare il dispositivo.
Sì. Il tasso di femicidio sudafricano è cinque volte la media globale (OMS). Solo nel terzo trimestre 2024, il HSRC ha registrato 957 donne uccise e oltre 10.000 stupri denunciati. Il governo ha adottato un Piano Strategico Nazionale contro la violenza di genere, ma i numeri continuano a crescere.
No, è ancora in fase di sviluppo. Mphahlele Alerts sta cercando partnership con ONG e settore pubblico per programmi pilota nelle aree ad alto rischio. L’obiettivo è renderlo accessibile alle fasce più vulnerabili della popolazione, non solo a chi può permettersi tecnologia costosa.
4EVA · Donne oltre lo sport
Ogni giorno diamo voce alle donne che cambiano le regole — con un’idea, un prototipo, una scelta.
Ascolta la nostra web radio e vai all’archivio protagoniste.
Scritto da: Andrea Rango
GBV Sud Africa innovazione tecnologia contro violenza donne wearable sicurezza donne