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Calcio femminile: sfide, professionismo e parità di genere 4EVA Redazione
Sei gare, sei medaglie. Cinque volte sul gradino più alto.
Carlotta Gilli ha chiuso gli Europei di nuoto paralimpico di Kocaeli con un bilancio che si commenta da solo: oro nei 100 farfalla S13, nei 100 stile libero, nei 200 misti SM13, nei 50 stile libero e nei 400 stile libero. Argento nei 100 dorso, l’unica gara in cui qualcuno le è arrivato davanti.
La rassegna si è disputata dal 7 al 12 settembre nella Piscina Olimpica di Gebze, in Turchia. Gilli l’aveva aperta da portabandiera azzurra nella cerimonia inaugurale, e l’ha chiusa come l’atleta più medagliata della delegazione italiana, che complessivamente ha raccolto sessantuno podi.
Venticinque anni, di Moncalieri, tesserata per le Fiamme Oro e la Rari Nantes Torino, allenata da Andrea Grassini dal 2017. È esattamente lo stesso bottino — cinque ori e un argento — che aveva portato a casa dagli Europei di due anni fa.
Ed è questo il dato che dice di più. Non la singola settimana straordinaria, ma la capacità di ripeterla identica a distanza di due anni, in una disciplina dove la costanza è più difficile dell’exploit.
Sei in sei gare: cinque ori (100 farfalla, 100 stile libero, 200 misti, 50 stile libero, 400 stile libero) e un argento nei 100 dorso.
È una classe funzionale del nuoto paralimpico. Le classi da S11 a S13 raggruppano atleti con disabilità visiva, con S13 corrispondente al grado meno severo.
Con 61 medaglie complessive nelle sei giornate di gara disputate nella Piscina Olimpica di Gebze dal 7 al 12 settembre 2026.
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Seguiamo le azzurre del nuoto paralimpico verso Los Angeles 2028, vasca dopo vasca.
Scritto da: Andrea Rango
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