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Calcio femminile: sfide, professionismo e parità di genere 4EVA Redazione
Il martedì di Champions non è stato solo italiano. Mentre l’Inter batteva l’Häcken e la Juventus cadeva con il Benfica, le altre tre partite della prima giornata raccontavano una serata di primati mancati: due big in vantaggio e riprese, una terza costretta a vincere all’ultimo respiro.
Al FC Bayern Campus le tedesche hanno costruito il doppio vantaggio in mezz’ora. All’11’ Giulia Gwinn ha finalizzato un appoggio di Linda Dallmann, al 28′ un cross velenoso ha provocato l’autogol di Kerstin Casparij.
Poi il City ha cominciato a rientrare. Beth Mead ha accorciato sul finire del primo tempo con una conclusione rasoterra. Al 62′ Khadija Shaw si è presentata sul dischetto e si è fatta parare il rigore da Ena Mahmutovic: sembrava l’episodio che chiudeva la partita. All’86’, invece, Carlotta Wamser ha pareggiato su assist di Laura Blindkilde.
I numeri dicono che il Bayern ha tirato di più (15 a 8) e costruito più occasioni nitide (4 a 2), mentre il City ha tenuto più palla (53%). È il tipo di partita che si perde nella gestione, non nel gioco, e per le tedesche resta il conto di due punti lasciati in casa all’esordio.
Al Bernabéu il copione è stato simile. Felicia Schröder ha segnato dopo appena due minuti su assist di Arianna Caruso, che quella sera tagliava il traguardo delle 50 presenze in Champions League.
Il Real ha poi gestito senza chiudere, e al 74′ Sakina Karchaoui ha pareggiato su rigore. Un punto a testa fra due squadre che nella scorsa stagione erano arrivate ai play-off, e che in questa League Phase si giocano una posizione fra la quinta e la decima.
L’Arsenal ha dominato il possesso contro le danesi dell’HB Køge senza trovare la porta per novanta minuti. Poi, nel recupero, un rigore trasformato da Mariona Caldentey ha evitato alle inglesi la figuraccia dell’esordio.
Tre punti sono tre punti, ma un solo gol nel recupero contro la squadra di terza fascia con il coefficiente più basso del gruppo non è il modo migliore di cominciare, e l’Arsenal lo sa: nel 2024/25 questa competizione l’ha vinta.
Dopo le cinque partite del 22 settembre, a punteggio pieno c’erano tre squadre: Benfica, Inter e Arsenal. Un dato che, a leggerlo così, dice molto del nuovo formato. Nella League Phase non esistono gironi protetti in cui le teste di serie si fanno strada con calma: ogni giornata mette in fila 18 squadre in una classifica sola, e una vittoria di misura vale quanto un 5-0.
Ci ha pensato il mercoledì a ricordare che il divario, quando c’è, si vede lo stesso.
Il 22 settembre 2026: Bayern-Manchester City 2-2, Real Madrid-PSG 1-1, Arsenal-HB Køge 1-0, Inter-Häcken 1-0 e Juventus-Benfica 1-2.
Carlotta Wamser, all’86’, su assist di Laura Blindkilde. Prima aveva segnato Beth Mead, mentre il rigore di Khadija Shaw al 62′ era stato parato da Ena Mahmutovic.
Tutte le 18 squadre sono in un’unica classifica e giocano sei partite contro avversarie diverse. Le prime quattro vanno ai quarti, dalla quinta alla dodicesima ai play-off, le altre sono eliminate.
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Scritto da: Andrea Rango
arsenal koge bayern manchester city 2-2 prima giornata uwcl real madrid psg 1-1