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Sofia Fiorini, il record del mondo della maratona di marcia

today15 Agosto 2026 6

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Al trentesimo chilometro, sulle strade di Birmingham, Sofia Fiorini ha cambiato passo.

Da lì in avanti ha camminato da sola. Negli ultimi chilometri ha doppiato buona parte delle avversarie. Ha tagliato il traguardo in 3 ore, 15 minuti e 11 secondi, e ha detto che da quel momento in poi si era divertita.

Tre ore, quindici minuti, undici secondi

Quel tempo è il record del mondo della maratona di marcia.

Ha abbassato di oltre nove minuti il riferimento precedente, che apparteneva alla polacca Katarzyna Zdzieblo, arrivata seconda a Birmingham in 3h19’50”. Terza la spagnola Raquel Gonzalez in 3h20’49”.

Nove minuti su una gara che ne dura centonovantacinque significa aver tenuto una media di 4’37″5 al chilometro per quarantadue chilometri e centonovantacinque metri. Poco meno di tredici chilometri orari, mantenendo un’azione che i giudici valutano a ogni passaggio: nella marcia un ginocchio piegato o un piede che perde contatto con il terreno non si recuperano con la forza, si pagano con la squalifica.

Il tempo ha anche superato la target performance di 3h17’00” fissata da World Athletics, ed è quindi il primo primato mondiale ufficialmente omologato sulla distanza.

Dopo la gara, ai microfoni Rai, ha spiegato che la maratona richiede pazienza, che all’inizio soffriva perché voleva andare più forte, e che quando è arrivato il momento di dare gas è partita.

Ha aggiunto che non sapeva nemmeno quale fosse il tempo da battere.

“Per tutta la vita mi ero allenata da sola”

Questa è la frase che rende la storia diversa da tutte le altre.

Fiorini si è trasferita a Milano nel settembre 2024 per studiare alla Bocconi. Ha cominciato a essere seguita da Alessandro Gandellini, ex marciatore azzurro, a Sesto San Giovanni, soltanto da maggio 2025.

Prima di allora: allenamenti in solitaria, allenatore a distanza, programmi ricevuti e eseguiti senza nessuno accanto a controllare l’azione. Dal Casentino, dove aveva imparato a marciare da bambina con il padre che la seguiva in bicicletta.

Quattordici mesi dopo l’inizio di quel lavoro quotidiano, il record del mondo.

Lei stessa ha spiegato che il cambiamento più grande non è stato tecnico ma mentale, e che non vince mai una persona sola.

E qui la nostra posizione la diciamo chiaramente. Questa non è una bella storia di riscatto individuale: è la prova di quanto talento il sistema sportivo italiano tenga fermo per anni semplicemente non mettendogli attorno una struttura. Fiorini è arrivata a un primato mondiale in poco più di un anno di lavoro tecnico quotidiano. La domanda che nessuno fa è quante altre atlete stiano marciando da sole adesso, in un paese di tremila abitanti, senza che nessuno le veda.

Una distanza che un anno fa non esisteva

C’è un dettaglio tecnico che pochi hanno raccontato e che rende il primato ancora più particolare.

La maratona di marcia è entrata nel calendario senior internazionale il 1° gennaio 2026, sostituendo i 35 chilometri. Contemporaneamente la mezza maratona ha preso il posto della 20 chilometri.

Birmingham è stata la prima assegnazione di un titolo continentale femminile su questa distanza.

Significa che Fiorini detiene il primato mondiale di una specialità che, quando lei ha cominciato la stagione, esisteva da poche settimane. Tutte le atlete partivano dallo stesso punto, senza riferimenti storici, senza tabelle consolidate, senza sapere davvero come si distribuiscono le energie su quarantadue chilometri di marcia.

Lei ha deciso di attaccare al trentesimo.

La stagione

Sofia Fiorini · 2026

Periodo Gara Piazz. Tempo
Gen-Mar Campionati italiani · 42,195 e 21,097 km 1ª Doppio titolo
12 apr Mondiali a squadre · Brasilia 2ª 3h25’42”
Maggio Mezza maratona · La Coruña 2ª 1h32’36” · RE U23
15 ago Europei · Birmingham 1ª 3h15’11” · RM
🥇 Da 3h25’42” a 3h15’11” in quattro mesi · dieci minuti e mezzo limati sulla stessa distanza

Dieci minuti e trentuno secondi tolti al proprio miglior tempo, tra aprile e agosto. Su una maratona.

Bibbiena, Soci, Milano

Ha cominciato con l’atletica a tre anni e la sua prima gara di marcia l’ha fatta a otto. Nel 2018 ha scelto definitivamente la marcia con l’Atletica Casentino Poppi, nel 2020 è passata alla Libertas Unicusano Livorno, per cui gareggia ancora.

Alla domanda su come si spiega la marcia a chi la considera la disciplina strana dell’atletica, ha risposto con tre parole: sono nata marciando. Vista da fuori, ha spiegato, sembra innaturale; ma chi la impara da bambino la sente più naturale della camminata.

Il salto da un paese di tremila abitanti a Milano lo ha definito un salto nel vuoto. Poi si è innamorata della città, del caos, del traffico, e dice che non tornerebbe indietro. Studia, è in pari con gli esami e sostiene che studiare la rilassi.

A Bibbiena il sindaco Filippo Vagnoli e l’assessora allo sport Francesca Nassini hanno annunciato un consiglio comunale aperto per festeggiarla.

E adesso Los Angeles

Il giorno della gara aveva ventun anni. Ne ha compiuti ventidue quattro giorni dopo, e ha raccontato di essersi fatta il regalo di compleanno in anticipo.

Il direttore tecnico della nazionale, Antonio La Torre, ha commentato il record dicendo che per Sofia la carriera comincia adesso.

Ha ragione, e i numeri lo confermano: la sua progressione è cominciata a gennaio, ha attraversato tre distanze diverse in otto mesi e non ha ancora mostrato un punto di arresto. L’obiettivo che ha dichiarato pubblicamente è l’Olimpiade di Los Angeles 2028.

Una cosa però è già successa, e non dipende da cosa accadrà nel 2028. Al momento, la donna più veloce del mondo sui quarantadue chilometri di marcia è una ragazza del Casentino che fino a quattordici mesi fa si allenava senza nessuno accanto.

Scritto da: Andrea Rango

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