Ciclismo

Demi Vollering, stagione 2026 da record: sette vittorie

today27 Settembre 2026 35

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Mancava una sola cosa, e sabato 26 settembre a Montréal è arrivata. Con il titolo mondiale su strada Demi Vollering chiude una stagione che nel ciclismo femminile si era vista una sola volta: Annemiek van Vleuten, 2022. Omloop Het Nieuwsblad, Giro delle Fiandre, Freccia Vallone, Liegi-Bastogne-Liegi, Giro d’Italia, Tour de France e Mondiale. Sette corse, ognuna delle quali basterebbe a fare una buona carriera.

In Olanda qualcuno l’ha già ribattezzata Deminator. Il soprannome è simpatico ma non spiega molto. I numeri sì.

Le sette vittorie, in ordine

Demi Vollering · Stagione 2026

Le sette grandi vittorie
Demi Vollering 2026: le sette vittorie della stagione, da Omloop Het Nieuwsblad al Mondiale di Montréal
Data Corsa Come
28 febbraio Omloop Het Nieuwsblad Volata a due su Niewiadoma
5 aprile Giro delle Fiandre Monumento Da sola dall’Oude Kwaremont, 43″ su Ferrand-Prévot
22 aprile Freccia Vallone Sul Muro di Huy
26 aprile Liegi-Bastogne-Liegi Monumento Terza vittoria in carriera
30 maggio – 7 giugno Giro d’Italia Women Grande giro Ribaltone all’ultima tappa, 30″ su Niedermaier
1-9 agosto Tour de France Femmes Grande giro 1’18” su Niewiadoma, seconda maglia gialla
26 settembre Mondiale su strada, Montréal Iride Volata su Niewiadoma, Longo Borghini bronzo
Fonti: UCI Women’s WorldTour, organizzatori di Giro e Tour, Eurosport

La primavera: dal pavé alle Ardenne

La stagione parte a fine febbraio con la vittoria all’Omloop, in volata su Kasia Niewiadoma, il nome che la seguirà fino a Montréal. A inizio aprile arriva il Giro delle Fiandre, l’unica grande classica del Nord che le mancava. Vollering attacca sull’Oude Kwaremont, arriva da sola e rifila 43 secondi a Pauline Ferrand-Prévot, la maglia gialla del 2025. Molto del lavoro l’aveva fatto la sua compagna di squadra Franziska Koch, che una settimana dopo avrebbe vinto la Parigi-Roubaix.

Poi le Ardenne, il suo terreno. La Freccia Vallone il 22 aprile, la Liegi quattro giorni dopo: terza Doyenne in carriera, dopo quelle del 2021 e del 2023.

Non ha vinto tutto, ed è giusto dirlo. La Strade Bianche è andata a Elise Chabbey, l’Amstel e la Vuelta a Paula Blasi. Ma quando una corsa contava davvero, a stagione chiusa il nome in cima era quasi sempre il suo.

L’estate: il Giro all’ultimo giorno, il Tour da padrona

Il Giro d’Italia Women era una prima volta assoluta. Alla vigilia dell’ultima tappa, attorno a Saluzzo, la maglia rosa era di Anna van der Breggen. Vollering non segue la prima fuga, aspetta che la leader si scopra e sull’ultima salita cambia ritmo. Raggiunge il terzetto di testa con Elisa Longo Borghini, Antonia Niedermaier e Niamh Fisher-Black, e chiude la generale con 30 secondi su Niedermaier e 1’37” su van der Breggen.

«A quel punto ho spinto al massimo e il rischio di perdere è diventato una vittoria», ha detto al traguardo. La tappa l’ha vinta Longo Borghini, quarta nella generale, che ha ammesso: «Mi mancava vincere, è stato un periodo difficile, con tanti dubbi sulla mia condizione».

Con quel Giro Vollering diventa la seconda donna, dopo Annemiek van Vleuten, ad aver vinto tutti e tre i grandi giri, dato che la Vuelta l’aveva già vinta nel 2024 e nel 2025. Ad agosto aggiunge il secondo Tour de France Femmes: 1’18” su Niewiadoma, con Longo Borghini terza a 4’29”. Nessuna prima di lei aveva vinto la corsa due volte da quando è rinata, nel 2022.

Montréal: il pezzo che mancava

Il palmarès ai Mondiali era l’unico buco del suo curriculum: argento su strada a Glasgow 2023, argento a cronometro nel 2024, bronzo a cronometro nel 2025. Anche quest’anno la crono era andata male, ottavo posto.

La corsa su strada di sabato era lunga 180 chilometri, la più lunga di sempre per le donne. La nazionale olandese, con il nuovo ct Laurens ten Dam, aveva scelto un’unica capitana. «Demi è la leader, e le altre sei lo sanno», aveva detto il ct.

Vollering attacca sul Camillien-Houde, a circa 38 chilometri dall’arrivo. Longo Borghini e Niewiadoma rientrano, l’azzurra prova il contrattacco, poi cede. All’arrivo è una volata a due: vince Vollering, Niewiadoma è seconda, Longo Borghini terza a 4 secondi. «Rappresenta i miei sogni», ha detto con la maglia iridata addosso. «È qualcosa che vuoi raggiungere nella vita da quando diventi professionista.»

L’altra faccia della stagione: Elisa Longo Borghini

Una stagione così ha anche chi la subisce, e per noi merita una riga in più. Elisa Longo Borghini, 35 anni, è stata l’avversaria più costante di Vollering: quarta al Giro con una tappa vinta, terza al Tour, bronzo a Montréal. È il suo quarto bronzo mondiale, quattordici anni dopo il primo.

Il suo è un rendimento che molti atleti non raggiungono in una carriera intera. Che a Montréal sia bastato solo per il terzo gradino racconta l’altezza a cui Vollering ha portato l’asticella.

Perché è una stagione storica

Il confronto obbligato è con il 2022 di Annemiek van Vleuten, che vinse Giro, Tour, Vuelta e Mondiale. Vollering non ha la Vuelta di quest’anno, ma ha Fiandre, Freccia e Liegi: un profilo diverso, più completo sulle classiche. È un paragone che non serve a stilare classifiche. Racconta invece un ciclismo femminile che, con Tour e Giro in calendario e le classiche in diretta, permette finalmente a una campionessa di costruire un’intera stagione da protagonista, da febbraio a settembre.

A 29 anni, con un contratto con FDJ United-SUEZ fino al 2028, Vollering correrà il 2027 con la maglia iridata. Le avversarie sanno già cosa aspettarsi.

Scritto da: Andrea Rango

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