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Calcio femminile: sfide, professionismo e parità di genere 4EVA Redazione
La NWSL non si fermerà a diciotto squadre. Giovedì 8 ottobre, dal palco del Leaders Week di Londra, la commissaria Jessica Berman ha confermato che la lega si prepara ad aprire la “data room” per le squadre numero 19 e 20, cioè la raccolta di documenti finanziari riservati che i gruppi interessati esaminano prima di presentare un’offerta. “Non credo che venti sia il massimo”, ha detto. “Venti è la prossima tappa.”
L’espansione della NWSL è già scritta fino al 2028: oggi le squadre sono sedici, tra due stagioni arriveranno Atlanta e Columbus. La novità è che la lega ha detto chiaramente che non si fermerà lì.
Per chi segue il calcio europeo il meccanismo va spiegato. La NWSL è una lega chiusa: non ci sono promozioni né retrocessioni come nella WNBA. Una nuova squadra non sale dalle serie minori, ma nasce da zero quando un gruppo di investitori compra il diritto di entrare. Il prezzo è una quota d’ingresso, e ogni nuova squadra, una volta dentro, prende anche una parte dei ricavi futuri della lega.
Quella quota è diventata il termometro più chiaro della crescita del calcio femminile americano. Nel 2020 Angel City era entrata con 2 milioni di dollari. Nel 2026 il gruppo che porterà la NWSL a Columbus ne ha pagati 205, secondo una fonte anonima citata da AP. In sei anni il prezzo è cresciuto di cento volte.
| Squadra | Anno dell’assegnazione | Quota (dollari) |
|---|---|---|
| Angel City FC | 2020 | 2 milioni |
| Bay FC | 2023 | 53 milioni |
| Boston Legacy | 2023 | 53 milioni |
| Denver Summit | 2025 | 110 milioni |
| Atlanta | 2025 | 165 milioni |
| Columbus | 2026 | 205 milioni |
Le due squadre del 2028 hanno alle spalle i proprietari di due squadre della NFL. Atlanta, assegnata a novembre 2025 per 165 milioni, fa capo ad Arthur Blank, il proprietario degli Atlanta Falcons, e giocherà al Mercedes-Benz Stadium. Columbus, assegnata il 21 aprile 2026, è guidata dall’Haslam Sports Group, proprietario dei Cleveland Browns. Condividerà lo stadio con i Columbus Crew della MLS, e la città e la contea hanno messo 50 milioni di fondi pubblici per il centro d’allenamento.
È il segnale più forte che la NWSL potesse ricevere: i grandi gruppi dello sport americano non comprano più una squadra femminile per immagine, la comprano come investimento.
Berman ha usato come metro le grandi leghe americane: NFL, NBA, NHL e MLS hanno tutte trenta squadre o più. “Non c’è niente che debba impedire alla NWSL di arrivare a quelle dimensioni”, ha detto, aggiungendo subito che “non succederà domani”. La lega vuole prima chiudere questa stagione e aggiornare i dati finanziari, poi deciderà “quando il mercato sarà pronto”. Non ci sono date né città indicate per le squadre 19 e 20; in passato Cincinnati e Cleveland avevano mostrato interesse.
Alla domanda sul rischio di diluire il livello tecnico, Berman ha risposto che molte giocatrici aspettano “l’opportunità di giocare in una lega professionistica”. È un argomento vero: più squadre significano più contratti, anche per le europee. Nel 2026 in NWSL giocano cinque italiane, da Sofia Cantore a Cristiana Girelli. Ma non è l’unico tema.
Gli Stati Uniti, ha ricordato la stessa Berman, sono “grandi quanto un continente”. Da Seattle a Orlando ci sono circa 4.100 chilometri in linea d’aria, più che da Lisbona a Mosca. Da Portland a Boston quasi altrettanti. Per fare un paragone, una trasferta tra Torino e Napoli supera di poco i 700.
Oggi la NWSL ha un girone unico: con sedici squadre ogni club ne affronta quindici, andata e ritorno, per trenta partite. Con venti squadre lo stesso formato porterebbe a trentotto partite, con molti più voli da una costa all’altra. Per questo è lecito chiedersi se la lega seguirà la strada di MLS, NBA e NHL, che dividono le squadre in conference Est e Ovest e fanno giocare più partite tra vicine di casa. La NWSL, va detto, su questo non ha annunciato nulla.
A nostro avviso la domanda va posta adesso, non dopo. I dati raccolti da FIFPRO negli ultimi anni collegano i calendari pesanti e i lunghi viaggi a un rischio più alto di infortuni, a partire dal crociato. Una lega che sceglie di crescere fino a venti, e un giorno a trenta squadre, deve decidere prima come farà viaggiare le sue giocatrici.
Le quote d’ingresso portano soldi subito, ma ogni nuova squadra divide con le altre i ricavi futuri, a partire dai diritti televisivi: il contratto attuale vale 240 milioni di dollari in quattro anni e la lega potrà rinegoziarlo dopo questa stagione. Non tutte le squadre poi stanno bene: la proprietà del Racing Louisville cerca nuovi investitori, mentre si parla di un possibile trasferimento della squadra.
In sei anni la NWSL ha moltiplicato per cento il prezzo d’ingresso. La vera prova, adesso, è far crescere insieme alle squadre anche le condizioni di chi ci gioca.
Oggi sono 16. Nel 2028 diventeranno 18 con l’ingresso di Atlanta e Columbus. La commissaria Jessica Berman ha annunciato che la lega aprirà il processo per le squadre numero 19 e 20, senza fissare una data.
Il record è di Columbus, che secondo AP ha pagato 205 milioni di dollari nel 2026. Atlanta ne ha pagati 165 nel 2025, Denver 110. Nel 2020 Angel City era entrata con 2 milioni.
Gli Stati Uniti sono grandi quanto un continente: da Seattle a Orlando ci sono circa 4.100 km. Dividere la lega in conference Est e Ovest ridurrebbe i viaggi più lunghi. Per ora la NWSL non ha annunciato nulla in questo senso.
Nel 2026 Sofia Cantore e Lucia Di Guglielmo al Washington Spirit, Barbara Bonansea al San Diego Wave, Lisa Boattin all’Houston Dash e Cristiana Girelli al Bay FC.
4EVA · Donne oltre lo sport
Raccontiamo l’economia dello sport femminile: franchigie, diritti TV, investimenti e i numeri dietro la crescita.
Scritto da: 4EVA Redazione
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