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Italia-Bielorussia 1-1: azzurre alla finale playoff

today13 Ottobre 2026 4

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Novanta secondi di partita vera, poi ottantotto di gestione. L’Italia pareggia 1-1 con la Bielorussia al Franchi e passa il turno grazie al 2-0 di Tbilisi. A dicembre c’è la Finlandia, e in palio ci sarà il Mondiale.

Resta un numero che pesa più del risultato: 3.400 spettatori.

Bonansea al nono, poi il freno

Andrea Soncin si affida a Cristiana Girelli capitana, con Barbara Bonansea e Sofia Cantore ai lati. Per Cantore è la presenza numero 50 in azzurro. In porta torna Rachele Baldi, al secondo gettone in Nazionale maggiore dopo l’esordio del 2023.

Il vantaggio arriva al 9′: un rinvio sbagliato della difesa bielorussa diventa l’assist perfetto, Bonansea calcia di destro e segna. Cinque minuti dopo sfiora il raddoppio su cross radente di Cantore, con il pallone che accarezza il palo.

Poi l’Italia rallenta. La Bielorussia si richiude come aveva fatto a Tbilisi, e il primo tempo si chiude sull’1-0 senza che le azzurre trovino il modo di aprirla una seconda volta.

La ripresa che riapre tutto

Nel secondo tempo le ospiti escono dal guscio. Al 60′ costruiscono una buona occasione su tiro-cross di Pratasiuk. Soncin risponde con un triplo cambio — dentro Michela Cambiaghi, Elisa Polli e Giulia Dragoni — per mettere centimetri in area.

Ma è ancora Pratasiuk a spaventare il Franchi, lanciata verso la porta dopo un errore di Martina Lenzini: sessanta metri palla al piede e diagonale a lato. Al 67′ Karyna Alkhovik, entrata all’intervallo, colpisce il palo in spaccata; pochi secondi dopo è Polli a centrare il legno dall’altra parte, servita da Emma Severini.

Al 75′ il pareggio: sugli sviluppi di un calcio d’angolo bielorusso la palla carambola sui piedi di Alkhovik, che trova un diagonale rasoterra imparabile per Baldi.

Sei minuti di recupero, nessun sussulto. Finisce 1-1.

Due partite, due volte lo stesso problema

Il conto complessivo del doppio confronto è 3-1 per l’Italia contro la cinquantaduesima forza del Ranking FIFA. In centottanta minuti le azzurre hanno dominato il possesso, costruito decine di occasioni e segnato tre gol.

A Tbilisi erano servite sessantasei minuti per sbloccarla. Al Franchi ne sono bastati nove, ma il secondo gol non è mai arrivato.

Soncin ha riconosciuto il limite senza girarci intorno: “L’obiettivo è stato centrato, era quello che volevamo”, ha detto nel dopo-partita, aggiungendo che su alcuni aspetti si poteva fare meglio e che il raduno di novembre serve ad arrivare più pronte.

Il punto non è il risultato di ieri, che era già scritto venerdì. È che contro la Finlandia un vantaggio non gestito si paga, e questa squadra ha mostrato due volte in quattro giorni la stessa difficoltà a chiudere le partite.

Il Franchi mezzo vuoto

Tremilaquattrocento persone in uno stadio che ne contiene oltre quarantamila.

Alla vigilia Manuela Giugliano aveva chiesto esplicitamente di vedere bambini e genitori sugli spalti, definendo il pubblico l’arma in più della squadra. La FIGC aveva messo riduzioni ampie: Under 20, Over 65, studenti universitari, abbonati della Fiorentina.

Poi ha fissato il fischio d’inizio alle 18:15 di un martedì di ottobre.

Non è una coincidenza, ed è un dato che vale la pena mettere agli atti. Quando si discute della crescita del calcio femminile italiano si parla quasi sempre di investimenti, sponsor e diritti TV. L’orario di una partita costa zero e decide chi può esserci. Una gara della Nazionale a metà pomeriggio in un giorno feriale esclude in partenza il pubblico che si dice di voler costruire.

Per confronto: l’andata di venerdì, giocata a porte chiuse a Tbilisi e trasmessa su Rai 2, aveva fatto il 3,9% di share. Il pubblico c’è. Va messo nelle condizioni di arrivare allo stadio.

A dicembre la Finlandia

La finlandesi hanno battuto la Serbia 3-1 anche al ritorno, bissando il risultato dell’andata. Saranno loro l’ultimo ostacolo verso il Brasile.

Andata martedì 1 dicembre in Finlandia, ritorno sabato 5 dicembre in Italia. Chi passa vola ai Mondiali: per l’Italia sarebbe la terza qualificazione consecutiva.

Soncin ha anticipato che la Finlandia è squadra organizzata e con un approccio diverso da quello bielorusso. Tradotto: non starà rintanata in area per novanta minuti, e questo può persino aiutare una squadra che fatica contro i blocchi bassi. Ma lascerà anche spazi dietro, e lì servirà la precisione che in ottobre è mancata.

Il commissario della FIGC Giovanni Malagò si è complimentato con la squadra e ha invitato il Paese a sostenerla nel doppio confronto decisivo. Un buon punto di partenza sarebbe fissare il ritorno del 5 dicembre a un orario in cui le persone possano andarci.

Tabellino · Italia-Bielorussia 1-1 (1-0 p.t.)

ITALIA: Baldi; Di Guglielmo, Lenzini, Soffia (37′ st Rosucci), Boattin; Severini, Caruso, Greggi (16′ st Dragoni); Cantore (31′ st Glionna), Girelli (16′ st Polli), Bonansea (16′ st Cambiaghi). All. Soncin

BIELORUSSIA: Voskobovich; Selsarchik, Sitnikava (25′ st Harshkova), Kazakevich, Bohdan (50′ st Kapustina); Kozyupa; Kavaliova (1′ st Alkhovik), Linnik, Belaya, Shlapakova (37′ st Siniauskaya); Surovtseva (1′ st Pratasiuk). All. Hryharau

Reti: 9′ pt Bonansea, 30′ st Alkhovik

Arbitra: Byrne (ENG) · Spettatori: 3.400 circa · Recupero: 1′ pt, 6′ st

Stadio Artemio Franchi, Firenze · 13 ottobre 2026 · Qualificazione complessiva 3-1 · Fonte: FIGC

Scritto da: 4EVA Redazione

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