Ascoltatori:
Ascoltatori di punta:
4EVA Radio Donne oltre lo sport
play_arrow
Radio Appalla cassa e basta!
play_arrow
Calcio femminile: sfide, professionismo e parità di genere 4EVA Redazione
Novanta secondi di partita vera, poi ottantotto di gestione. L’Italia pareggia 1-1 con la Bielorussia al Franchi e passa il turno grazie al 2-0 di Tbilisi. A dicembre c’è la Finlandia, e in palio ci sarà il Mondiale.
Resta un numero che pesa più del risultato: 3.400 spettatori.
Andrea Soncin si affida a Cristiana Girelli capitana, con Barbara Bonansea e Sofia Cantore ai lati. Per Cantore è la presenza numero 50 in azzurro. In porta torna Rachele Baldi, al secondo gettone in Nazionale maggiore dopo l’esordio del 2023.
Il vantaggio arriva al 9′: un rinvio sbagliato della difesa bielorussa diventa l’assist perfetto, Bonansea calcia di destro e segna. Cinque minuti dopo sfiora il raddoppio su cross radente di Cantore, con il pallone che accarezza il palo.
Poi l’Italia rallenta. La Bielorussia si richiude come aveva fatto a Tbilisi, e il primo tempo si chiude sull’1-0 senza che le azzurre trovino il modo di aprirla una seconda volta.
Nel secondo tempo le ospiti escono dal guscio. Al 60′ costruiscono una buona occasione su tiro-cross di Pratasiuk. Soncin risponde con un triplo cambio — dentro Michela Cambiaghi, Elisa Polli e Giulia Dragoni — per mettere centimetri in area.
Ma è ancora Pratasiuk a spaventare il Franchi, lanciata verso la porta dopo un errore di Martina Lenzini: sessanta metri palla al piede e diagonale a lato. Al 67′ Karyna Alkhovik, entrata all’intervallo, colpisce il palo in spaccata; pochi secondi dopo è Polli a centrare il legno dall’altra parte, servita da Emma Severini.
Al 75′ il pareggio: sugli sviluppi di un calcio d’angolo bielorusso la palla carambola sui piedi di Alkhovik, che trova un diagonale rasoterra imparabile per Baldi.
Sei minuti di recupero, nessun sussulto. Finisce 1-1.
Il conto complessivo del doppio confronto è 3-1 per l’Italia contro la cinquantaduesima forza del Ranking FIFA. In centottanta minuti le azzurre hanno dominato il possesso, costruito decine di occasioni e segnato tre gol.
A Tbilisi erano servite sessantasei minuti per sbloccarla. Al Franchi ne sono bastati nove, ma il secondo gol non è mai arrivato.
Soncin ha riconosciuto il limite senza girarci intorno: “L’obiettivo è stato centrato, era quello che volevamo”, ha detto nel dopo-partita, aggiungendo che su alcuni aspetti si poteva fare meglio e che il raduno di novembre serve ad arrivare più pronte.
Il punto non è il risultato di ieri, che era già scritto venerdì. È che contro la Finlandia un vantaggio non gestito si paga, e questa squadra ha mostrato due volte in quattro giorni la stessa difficoltà a chiudere le partite.
Tremilaquattrocento persone in uno stadio che ne contiene oltre quarantamila.
Alla vigilia Manuela Giugliano aveva chiesto esplicitamente di vedere bambini e genitori sugli spalti, definendo il pubblico l’arma in più della squadra. La FIGC aveva messo riduzioni ampie: Under 20, Over 65, studenti universitari, abbonati della Fiorentina.
Poi ha fissato il fischio d’inizio alle 18:15 di un martedì di ottobre.
Non è una coincidenza, ed è un dato che vale la pena mettere agli atti. Quando si discute della crescita del calcio femminile italiano si parla quasi sempre di investimenti, sponsor e diritti TV. L’orario di una partita costa zero e decide chi può esserci. Una gara della Nazionale a metà pomeriggio in un giorno feriale esclude in partenza il pubblico che si dice di voler costruire.
Per confronto: l’andata di venerdì, giocata a porte chiuse a Tbilisi e trasmessa su Rai 2, aveva fatto il 3,9% di share. Il pubblico c’è. Va messo nelle condizioni di arrivare allo stadio.
La finlandesi hanno battuto la Serbia 3-1 anche al ritorno, bissando il risultato dell’andata. Saranno loro l’ultimo ostacolo verso il Brasile.
Andata martedì 1 dicembre in Finlandia, ritorno sabato 5 dicembre in Italia. Chi passa vola ai Mondiali: per l’Italia sarebbe la terza qualificazione consecutiva.
Soncin ha anticipato che la Finlandia è squadra organizzata e con un approccio diverso da quello bielorusso. Tradotto: non starà rintanata in area per novanta minuti, e questo può persino aiutare una squadra che fatica contro i blocchi bassi. Ma lascerà anche spazi dietro, e lì servirà la precisione che in ottobre è mancata.
Il commissario della FIGC Giovanni Malagò si è complimentato con la squadra e ha invitato il Paese a sostenerla nel doppio confronto decisivo. Un buon punto di partenza sarebbe fissare il ritorno del 5 dicembre a un orario in cui le persone possano andarci.
ITALIA: Baldi; Di Guglielmo, Lenzini, Soffia (37′ st Rosucci), Boattin; Severini, Caruso, Greggi (16′ st Dragoni); Cantore (31′ st Glionna), Girelli (16′ st Polli), Bonansea (16′ st Cambiaghi). All. Soncin
BIELORUSSIA: Voskobovich; Selsarchik, Sitnikava (25′ st Harshkova), Kazakevich, Bohdan (50′ st Kapustina); Kozyupa; Kavaliova (1′ st Alkhovik), Linnik, Belaya, Shlapakova (37′ st Siniauskaya); Surovtseva (1′ st Pratasiuk). All. Hryharau
Reti: 9′ pt Bonansea, 30′ st Alkhovik
Arbitra: Byrne (ENG) · Spettatori: 3.400 circa · Recupero: 1′ pt, 6′ st
Grazie al 2-0 dell’andata a Tbilisi. Il risultato complessivo del doppio confronto è 3-1 per le azzurre.
Andata martedì 1 dicembre 2026 in Finlandia, ritorno sabato 5 dicembre in Italia. Chi passa si qualifica per il Mondiale in Brasile.
Circa 3.400, in uno stadio da oltre quarantamila posti. La gara era fissata alle 18:15 di martedì, un orario difficile per famiglie e lavoratori.
Barbara Bonansea al 9′ per l’Italia, Karyna Alkhovik al 75′ per la Bielorussia.
4EVA · Donne oltre lo sport
Raccontiamo il cammino delle azzurre senza sconti: quello che succede in campo e quello che lo circonda.
Scritto da: 4EVA Redazione