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Italia-Bielorussia: il play-off che vale il Mondiale

today5 Ottobre 2026 12

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Ginevra, 22 luglio 2025. L’Italia è avanti 1-0 sull’Inghilterra campione d’Europa, a novanta secondi dalla finale. Poi Agyemang al 96′, Kelly al 119′ dopo un rigore parato da Laura Giuliani, e la prima semifinale azzurra dal 1997 finisce lì.

Tbilisi, 9 ottobre 2026. Le stesse azzurre si giocano l’accesso al secondo turno dei play-off contro la cinquantaduesima forza del Ranking FIFA, su un campo neutro in Georgia, davanti a quasi nessuno.

Il salto tra le due immagini non racconta un declino. Racconta come funziona la qualificazione europea.

Un girone senza seconde possibilità

Il sorteggio aveva messo l’Italia nel Gruppo 1 di Lega A con Svezia, Danimarca e Serbia. Tre avversarie, un solo posto in palio: solo le quattro vincitrici dei gironi di Lega A vanno dritte in Brasile.

Le azzurre hanno chiuso seconde a quota 9, cinque punti dietro la Danimarca. Il verdetto è arrivato all’ultima giornata, a Göteborg, in una partita che riassume l’intera stagione: Italia avanti 2-0 all’intervallo con una prestazione di personalità, poi un’autorete di Giuliani al 70′, il pari di Fridolina Rolfö tre minuti dopo e un 2-2 che non è bastato.

Nove punti in sei partite contro Svezia e Danimarca non sono un fallimento. In un girone con due sole squadre delle prime quindici al mondo, il secondo posto è esattamente il valore espresso. Il problema è che in questo formato il secondo posto non vale niente.

Il formato penalizza chi sta crescendo

Qui sta il punto che vale la pena dire chiaramente.

L’Europa ha quattro qualificazioni dirette, assegnate alle vincitrici dei quattro gironi di Lega A. Gli altri sette pass continentali, più quello per gli spareggi interconfederali di marzo 2027, passano da un tabellone play-off che coinvolge trentadue nazionali, dalla Lega A alla Lega C.

Risultato: una semifinalista europea e la cinquantaduesima del mondo finiscono nello stesso imbuto. L’Italia è testa di serie e affronta un’avversaria largamente inferiore, certo. Ma deve vincere due doppi confronti a eliminazione diretta per ottenere quello che Germania e Danimarca hanno già in tasca.

Un sistema del genere protegge le prime quattro e costringe tutte le altre a un percorso a gara secca, dove un’autorete o un rigore sbagliato pesano quanto sei mesi di girone. Chi sta salendo paga il prezzo più alto.

Chi è davvero la Bielorussia

Poco, va detto senza giri di parole.

Le bielorusse arrivano dal Gruppo 6 di Lega C, un raggruppamento a tre con Kazakistan e Armenia. Quattro partite in tutto: 1-0 in Kazakistan, 3-0 in Armenia, poi una sconfitta interna proprio col Kazakistan, 0-1. Hanno chiuso prime e conquistato la promozione in Lega B, da cui erano retrocesse l’anno prima.

Nessuna delle convocate gioca in un campionato di primo livello europeo. Il modulo di riferimento oscilla tra 4-3-3 e 3-5-2, con una difesa che nelle gare di qualificazione ha retto per blocchi lunghi senza quasi mai alzare la linea.

È la prima partita in assoluto tra Italia e Bielorussia. Nessun precedente, nessun fantasma.

Una nota che non riguarda il campo: dal 2022 la Bielorussia deve disputare le gare interne su terreno neutro, e la sua federazione ha scelto lo stadio David Petriashvili di Tbilisi. L’andata si gioca quindi senza pubblico di casa, senza clima, senza il fattore che normalmente rende insidiosa una trasferta dell’Est.

Dove la partita può complicarsi

Due partite in quattro giorni, con il ritorno in casa. Sulla carta il peggio che può capitare all’Italia è annoiarsi.

Sulla carta.

Il rischio reale non è tecnico, è di ritmo. Contro una squadra che si chiude a cinque e aspetta, il pericolo è non sbloccarla a Tbilisi e arrivare al Franchi con un pareggio in tasca e l’ansia addosso. Le azzurre hanno già vissuto quella sensazione a Ginevra, in un contesto diverso ma con lo stesso meccanismo: gestire un vantaggio invece di aumentarlo.

C’è poi il tema condizione, di cui abbiamo scritto parlando delle convocate: delle sette giocatrici all’estero in attività nell’ultimo turno di campionato, solo tre sono partite titolari. Novanta minuti nelle gambe non sono un dettaglio quando si gioca due volte in quattro giorni.

Una novità tecnica aiuta: nei play-off c’è il VAR, che nella fase a gironi non era previsto. Su un episodio da area, contro una difesa chiusa, può valere la qualificazione.

Cosa c’è dopo

Chi passa affronta il 1° e il 5 dicembre la vincente di Finlandia-Serbia, con il ritorno ancora in casa. La Serbia l’Italia l’ha già battuta due volte nel girone. La Finlandia sarebbe un esame più serio.

Lì si decide il Brasile. Il Mondiale si gioca dal 24 giugno al 25 luglio 2027, decima edizione e prima ospitata da un Paese sudamericano.

Firenze, martedì 13 ottobre, resta il luogo giusto per cominciare a crederci. Al Franchi le azzurre hanno battuto il Portogallo 3-0 nel 2018 e Israele 12-0 nel 2021, conquistando il pass per il Mondiale 2019 e per l’Europeo 2022. Due qualificazioni su due.

Non è scaramanzia. È solo il promemoria che questa squadra, quando ha una partita secca da vincere in casa, l’ha quasi sempre vinta.

Scritto da: Andrea Rango

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