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Calcio femminile: sfide, professionismo e parità di genere 4EVA Redazione
Trentadue giri. Tanti ne ha percorsi Jamie Chadwick lunedì 21 settembre all’Autódromo Internacional do Algarve di Portimão. Guidava la Williams FW47, la monoposto con cui la squadra di Grove ha corso il Mondiale 2025. La comunicazione ufficiale è arrivata il 24 settembre e ha fatto il giro del paddock: per la prima volta dal 2015, l’anno di Susie Wolff, una donna guidava una Formula 1 della Williams.
Chadwick ha 28 anni e tre titoli W Series. Oggi è ambasciatrice Williams e consulente del team per la F1 Academy. Non ha cercato giri di parole: “È stata una giornata fenomenale e un’esperienza incredibile”. Poi, più personale: “Arrivo a dire che è stata la giornata più bella della mia vita, finora”.
Vale la pena capire cosa c’è dentro quei 32 giri. E cosa invece non c’è.
La giornata rientra nel programma TPC, Testing of Previous Cars. Le squadre possono far girare in privato vetture di stagioni precedenti, lontano dai weekend di gara. Con il cambio regolamentare del 2026 la FW47 è già una macchina “del passato”, ma non una qualsiasi. Nel 2025 ha portato alla Williams tre podi e il miglior piazzamento nel Mondiale costruttori dal 2017.
Chadwick è arrivata in Portogallo dopo settimane di simulatore, preparazione fisica e la prova del sedile nella sede di Grove. Il lavoro aveva anche un valore tecnico. La Formula 1 tornerà a Portimão nel 2027, e i dati raccolti servono alla squadra per preparare quella trasferta.
James Vowles, team principal Williams, l’ha messa così: “Jamie ha raccolto dati importanti per la squadra in vista del ritorno della F1 a Portimão il prossimo anno. Il suo feedback e la sua prestazione sono stati di livello, come sapevamo”. Ha anche definito Chadwick “un’ispirazione per milioni di donne e ragazze”.
Lei ha descritto l’impatto con la macchina senza retorica: “Poche cose possono prepararti a guidare una monoposto di Formula 1 ad alta velocità su una pista come Portimão. Ma è stato tutto ciò che immaginavo, e dieci volte di più”.
Qui serve precisione, perché la notizia è stata spesso riassunta con una donna che “torna in Formula 1 dopo 11 anni”. Non è così. Gli 11 anni valgono per la Williams, non per la Formula 1.
Nel 2023 Jessica Hawkins ha guidato un’Aston Martin in un test TPC. Ad aprile 2026, cinque mesi prima di Portimão, Doriane Pin ha completato 76 giri a Silverstone con la Mercedes W12. Pin è la campionessa F1 Academy 2025. Chadwick è quindi la seconda donna al volante di una F1 in questa stagione, e la seconda di sempre su una Williams.
Donne e Motori
Le donne al volante di una F1 moderna, dal 2012 a oggi
| Pilota | Anno | Squadra | Contesto |
|---|---|---|---|
| María de Villota | 2012 | Marussia | Test |
| Susie Wolff | 2014–2015 | Williams | Test e prove libere nei weekend di GP |
| Simona de Silvestro | 2014 | Sauber | Programma test |
| Jessica Hawkins | 2023 | Aston Martin | Test TPC |
| Doriane Pin | 2026 | Mercedes | Test TPC, W12 (2021), 76 giri |
| Jamie Chadwick PORTIMÃO | 2026 | Williams | Test TPC, FW47 (2025), 32 giri |
Il dato più pesante, però, è un altro. Susie Wolff resta l’ultima donna ad aver girato in una sessione ufficiale di un weekend di Gran Premio: le prove libere di Silverstone, luglio 2015. L’ultima a prendere il via di una gara iridata è stata Lella Lombardi, nel 1976. Cinquant’anni fa.
Per chi legge dall’Italia, la storia di questa porta socchiusa ha accenti di casa.
Maria Teresa de Filippis, napoletana, nel 1958 è stata la prima donna a correre un Gran Premio di Formula 1, su una Maserati 250F. Lella Lombardi, di Frugarolo, è ancora oggi l’unica ad aver conquistato punti mondiali. Prese mezzo punto al GP di Spagna 1975, una gara interrotta per un incidente mentre lei era sesta. Giovanna Amati, romana, nel 1992 è stata con la Brabham l’ultima donna iscritta a un Gran Premio, senza riuscire a qualificarsi.
Da allora il Mondiale non ha più visto una donna in griglia. Non per mancanza di talento, ma per mancanza di strade. Ed è qui che la storia di Chadwick aiuta a capire.
Il curriculum parla da solo. Nel 2015 Chadwick diventa la prima donna, e la più giovane, a vincere il British GT. Nel 2018 è la prima donna a vincere una gara di British F3. Nel 2019 la Williams la ingaggia come development driver, lo stesso anno del primo titolo W Series, poi bissato nel 2021 e nel 2022.
Eppure nell’autunno 2022, con il terzo titolo in arrivo, ammetteva di non riuscire a trovare un sedile in Formula 2 o in Formula 3. La W Series si è fermata quell’anno a stagione in corso, per problemi finanziari. Chadwick ha scelto gli Stati Uniti e la Indy NXT, poi l’endurance. Oggi corre nella European Le Mans Series ed è collaudatrice Jaguar in Formula E.
Lo diciamo chiaramente: tre titoli consecutivi senza una promozione naturale sono il segno di una filiera che non funzionava, non di un limite della pilota. La F1 Academy, nata nel 2023 e guidata proprio da Susie Wolff, prova a rimediare con un percorso agganciato ai team di Formula 1. I test di Hawkins, Pin e Chadwick sono anche il frutto di questa attenzione nuova.
Nel 2013 Chadwick aveva quindici anni e scrisse un’email a Susie Wolff. Wolff rispose con dei consigli. Due anni dopo la scozzese girava nelle libere di Silverstone, e la ragazza di Bath la guardava.
“Ricordo che da giovane guardavo Susie Wolff salire su una Williams di Formula 1, e quanto quel momento abbia ispirato il mio percorso”, ha raccontato Chadwick dopo Portimão. “Mi piacerebbe poter fare lo stesso per la prossima generazione.”
In parte lo fa già. Con il suo ruolo in F1 Academy, quello che ha imparato in Algarve diventa materiale da trasmettere alle giovani pilote del vivaio Williams.
Secondo Vowles la giornata “dimostra chiaramente che esiste un percorso perché le donne possano competere al massimo livello”. È una frase da prendere sul serio. Proprio per questo va misurata.
Un test TPC non è una sessione di prove libere e non è un gradino formale verso un volante da titolare. La Williams non ha annunciato uscite di Chadwick nei weekend di gara. Qualsiasi apparizione al venerdì richiederebbe comunque la superlicenza FIA. Il percorso esiste sulla carta. Va percorso, e servono squadre disposte a mettere una pilota in macchina nei momenti che contano.
Intanto Chadwick torna proprio a Portimão. Sabato 10 ottobre correrà la 4 Ore, ultima gara della sua stagione 2026. Della Williams ha detto: “È un’esperienza che ricorderò per moltissimo tempo”. Anche noi. La prossima, però, vorremmo raccontarla da un venerdì di Gran Premio.
Pilota britannica nata nel 1998, ha vinto tre titoli W Series (2019, 2021, 2022). È ambasciatrice Williams e consulente del team per la F1 Academy, corre nell’endurance ed è collaudatrice Jaguar in Formula E.
Lunedì 21 settembre 2026 a Portimão, in un test TPC con la FW47 del 2025, per 32 giri. È la seconda donna a guidare una Williams di F1 dopo Susie Wolff, che l’aveva fatto per l’ultima volta nel 2015.
Al via di un Gran Premio iridato ci sono state due donne, entrambe italiane: Maria Teresa de Filippis (1958-59) e Lella Lombardi (1974-76), l’unica a punti. Altre si sono iscritte senza qualificarsi, l’ultima Giovanna Amati nel 1992.
Non direttamente. Un test TPC non è una sessione ufficiale, e per le prove libere servirebbe la superlicenza FIA. Williams non ha annunciato programmi in questo senso, ma il test rafforza il rapporto tra la pilota e il team.
4EVA · Donne oltre lo sport
Da Lella Lombardi a Jamie Chadwick, raccontiamo chi guida al limite anche fuori dalla pista. Ascoltale in radio, ritrovale nell’archivio.
Scritto da: Andrea Rango
donne in Formula 1 Lella Lombardi Susie Wolff Williams FW47 Portimão