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Addio a Stefania Corna, regista azzurra: aveva 35 anni

today7 Ottobre 2026 7

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Stefania Corna è morta mercoledì 7 ottobre, a 35 anni, dopo una lunga malattia. Lo hanno comunicato la Federazione Italiana Pallavolo e la Lega Pallavolo Serie A Femminile, che si sono strette alla famiglia insieme a tutte le società che ha attraversato in una carriera lunga più di dieci anni.

Bergamasca, nata il 5 novembre 1990, palleggiatrice di 192 centimetri, Corna apparteneva a una generazione che ha costruito il volley femminile italiano degli anni Dieci partendo dalle giovanili azzurre. Il suo nome è legato soprattutto a Bergamo, dove è cresciuta, e alla Nazionale juniores con cui ha vinto due titoli europei.

Dalla Foppapedretti alla Nazionale

La sua storia comincia nel vivaio della Foppapedretti Bergamo, uno dei club più vincenti d’Italia in quegli anni. Nel 2005 entra nel Club Italia, il progetto federale che porta le giovani di interesse nazionale a giocare in un campionato senior: due stagioni in B1, dal 2005 al 2007.

In parallelo arrivano gli ori europei con la Nazionale juniores, nel 2006 e nel 2008, condividendo il ruolo di regista con Noemi Signorile. Tornata a Bergamo, nel 2007/08 fa parte della rosa che conquista la Coppa Italia, terza palleggiatrice dietro Leo Lo Bianco. Per una ragazza di diciassette anni significava allenarsi ogni giorno dentro una delle squadre più forti d’Europa.

Il 7 giugno 2011 arriva l’esordio con la Nazionale maggiore, al Montreux Volley Masters contro Cuba.

Una carriera da regista

Il palleggio è il ruolo meno visibile e più responsabile del volley: si tocca quasi ogni pallone, si decide chi attacca, ma i punti finiscono nel tabellino delle altre. Corna lo ha interpretato su molti campi diversi, tra A1 e A2, con una costanza che raramente finisce nei titoli.

Dopo le stagioni in A2 con Milano e Parma e l’A1 con Pavia, nel 2011/12 contribuisce alla vittoria di Giaveno nel campionato di A2 e alla promozione. Seguono Casalmaggiore, Montichiari e, nella seconda parte della stagione 2013/14, la Savino Del Bene Scandicci. Poi un’esperienza all’estero, in Svizzera con il Volley Club Kanti, e il ritorno in Italia tra Puglia, Marche, Umbria e Lombardia.

Stefania Corna · Le tappe della carriera
Le tappe della carriera di Stefania Corna, palleggiatrice bergamasca nata nel 1990
Stagione Squadra Note
Anni giovanili Foppapedretti Bergamo Settore giovanile
2005/06 e 2006/07 Club Italia (B1) Il progetto federale per le giovani azzurre
2007/08 Foppapedretti Bergamo (A1) Coppa Italia come terza palleggiatrice
2006 e 2008 Nazionale juniores Oro europeo due titoli continentali
Successive Original Marines Milano e Cariparma Sigrade Parma (A2)
2010/11 Riso Scotti Pavia (A1)
7 giugno 2011 Nazionale maggiore Esordio al Montreux Volley Masters, Italia-Cuba
2011/12 Giaveno (A2) Promozione campionato vinto e salto in A1
2012/13 Pomì Casalmaggiore (A1)
2013/14 Montichiari, poi Savino Del Bene Scandicci (A1) A Scandicci nella seconda parte della stagione
Anni successivi Volley Club Kanti (Svizzera), Maglie, Cutrofiano, Corridonia, Trevi, Pesaro, Costa Volpino
Fonti: FIPAV, Lega Pallavolo Serie A Femminile, Savino Del Bene Volley, Il Fatto Quotidiano

Il ricordo del volley italiano

Il presidente federale Giuseppe Manfredi e l’intera FIPAV hanno espresso le loro condoglianze alla famiglia. La Lega Volley Femminile ha scritto che “con estremo dolore” tutte le società consorziate si stringono intorno ai suoi cari.

I club che l’hanno avuta in squadra l’hanno salutata con parole semplici. La ChorusLife Volley Bergamo, erede del settore giovanile in cui è cresciuta, ha scritto: “Ciao Stefania, resterai parte della nostra storia”. Lo stesso commiato è arrivato dalla Savino Del Bene Scandicci: “Ciao Stefania, sarai sempre parte anche della nostra storia”. Tra i messaggi comparsi sui social c’è anche quello di Francesca Piccinini, sua compagna di squadra a Bergamo.

I funerali si terranno venerdì 9 ottobre alle 10 nella chiesa di San Giorgio Martire a Boltiere, in provincia di Bergamo, il paese dove viveva.

Il punto della redazione

Il volley femminile italiano celebra giustamente le sue campionesse olimpiche, le sue MVP, le sue capitane. Ma un campionato esiste perché decine di atlete come Stefania Corna lo tengono in piedi stagione dopo stagione, cambiando città, maglia e categoria, facendo il lavoro che rende possibile il talento delle altre.

Le sue due medaglie europee juniores dicono che il talento c’era. La sua carriera dice qualcosa di più: che una pallavolista può lasciare un segno in tante squadre senza essere mai la più fotografata. Ricordarla significa anche ricordare questo.

4EVA si unisce al cordoglio della famiglia, delle compagne e di tutte le persone che le hanno voluto bene.

Scritto da: Andrea Rango

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