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Calcio femminile: sfide, professionismo e parità di genere 4EVA Redazione
Otto denunce di molestie sessuali, misconduct o ritorsioni in sei mesi. Il doppio rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, quando erano cinque e nessuna riguardava la sfera sessuale. Il dato arriva dalla National Women’s Soccer League, la massima lega di calcio femminile statunitense, e non lo racconta la lega: lo ha scoperto Defector Media, attraverso un lavoro di richieste di accesso agli atti condotto da Lesley Ryder e Diana Moskovitz, pubblicato il 16 settembre.
I documenti coprono il periodo tra il primo febbraio e il 31 luglio 2026. A febbraio, una denuncia anonima di misconduct sessuale contro un club identificato solo come “Team B”. Sempre a febbraio, molestie sessuali e ritorsioni contro “Team C” — l’unico dettaglio non oscurato è la frase “commenti sessualmente inappropriati”. Ancora a febbraio, due segnalazioni contro “Team D”. A marzo un caso con “Team E”. Ad aprile una denuncia di ritorsione con il club etichettato “sconosciuto”. A maggio un caso di misconduct sessuale in cui perfino la lettera identificativa del club è stata cancellata. A giugno una rivelazione che riguarda un episodio datato novembre 2025.
È tutto qui, ed è volutamente incompleto. Nessun nome di club, nessun nome di persona, nessun esito di indagine. Non è una lacuna dell’inchiesta di Defector: è il risultato di redazioni decise dalla lega e dalle autorità che ricevono i documenti. Chi scrive di questa storia ha una sola scelta corretta, ed è non provare a colmare quel vuoto con ipotesi.
Questi documenti esistono perché la NWSL è vincolata da un accordo da 5 milioni di dollari raggiunto l’anno scorso con i procuratori generali di Illinois, Washington D.C. e New York, in seguito alle indagini sugli abusi nel calcio femminile statunitense. Come parte dell’accordo, la lega deve inviare due volte l’anno un documento che descriva cosa sta facendo per prevenire e indagare episodi di violenza e molestia. È un meccanismo pensato per portare trasparenza in un sistema che nel 2021 e nel 2022 aveva mostrato di non averne: quello scandalo, raccontato dal rapporto Yates e da mesi di inchieste giornalistiche, aveva coinvolto più allenatori, tra cui Rory Dames — la cui sospensione SafeSport, per una coincidenza di calendario che vale la pena notare, è scaduta proprio ieri.
C’è un secondo livello, meno visibile ma più rivelatore. L’accordo impone alla lega di condividere con il sindacato delle giocatrici e con le autorità anche i risultati di sondaggi anonimi sulla sicurezza. Defector ha chiesto copia di quei risultati a tutti e tre gli uffici statali. Nessuno ne aveva. Un funzionario dell’Illinois ha spiegato che i dati arrivano “in vari formati” senza chiarire cosa significhi in pratica; l’ufficio di Washington ha detto che i risultati vengono condivisi “come parte di una presentazione” — cioè a voce, in riunione, senza lasciare un documento che si possa richiedere. New York non ha risposto affatto. Non è un dettaglio tecnico: è un modo per rispettare la lettera di un accordo di trasparenza svuotandone la sostanza.
Il confronto con l’anno scorso non lascia molto spazio a letture rassicuranti: le denunce di natura sessuale sono passate da zero a diverse in dodici mesi, proprio nel primo ciclo di reporting successivo allo scandalo che ha reso questi controlli obbligatori. Non è detto che il numero racconti un peggioramento reale della sicurezza delle giocatrici: potrebbe anche significare che più persone si sentono legittimate a denunciare, cosa che di per sé sarebbe un progresso. Ma la lega ha reso impossibile distinguere le due letture, redigendo ogni singolo dettaglio che permetterebbe di capirlo. E quando l’unico strumento di verifica esterna che esiste — il sondaggio anonimo — viene condiviso in modo da non lasciare traccia, il sospetto che la trasparenza sia più una formalità da adempiere che un impegno reale diventa difficile da respingere.
Otto denunce di molestie sessuali, misconduct o ritorsioni tra febbraio e giugno 2026, il doppio delle cinque dello stesso periodo 2025.
I documenti resi pubblici sono redatti dalla lega e dalle autorità: club e persone coinvolte sono identificati solo con lettere, senza altri dettagli.
Per un accordo da 5 milioni di dollari raggiunto nel 2025 con le autorità di tre stati USA, in seguito alle indagini sugli abusi nel calcio femminile americano.
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Raccontiamo lo sport femminile anche quando la storia più importante è fuori dal campo.
Scritto da: Andrea Rango
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