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Scherma femminile: tre dei quattro ori azzurri ai Mondiali

today1 Agosto 2026 4

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Ai Campionati del mondo di Hong Kong, chiusi il 30 luglio, l’Italia ha vinto il medagliere per nazioni con otto medaglie: quattro ori e quattro argenti.

Cinque di quelle otto medaglie le hanno conquistate le atlete. E tre dei quattro titoli iridati.

Non è un dettaglio da riepilogo. È la fotografia di quale sia, oggi, il settore più vincente dello sport italiano.

Uno-due nel fioretto

Il 27 luglio, nella finale del fioretto individuale femminile, si sono trovate di fronte due azzurre.

Ha vinto Martina Favaretto. Seconda Arianna Errigo.

Una doppietta italiana nella prova individuale di un Mondiale è una cosa che capita raramente in qualsiasi disciplina, e qui è arrivata nell’arma in cui la concorrenza internazionale è più feroce. Per Favaretto è il primo titolo mondiale individuale; per Errigo, che in nazionale c’è da oltre quindici anni e ha già vinto praticamente tutto, è l’ennesima finale iridata.

Era anche l’unico titolo individuale che mancava all’Italia dal 2023, e l’obiettivo dichiarato della spedizione alla vigilia.

La spada torna sul tetto del mondo

Il 28 luglio è stata la giornata che ha deciso il Mondiale azzurro.

Nella semifinale di spada femminile a squadre l’Italia ha battuto la Corea del Sud, favorita, 45-44. In finale, contro l’Estonia, ha chiuso 31-30.

Il quartetto era composto da Alberta Santuccio, Giulia Rizzi, Rossella Fiamingo e Gaia Caforio. Nell’ultimo assalto l’estone Katrina Lehis ha riportato più volte la sua squadra a una sola stoccata: la finale, dominata a tratti, si è decisa negli ultimi secondi.

Diciassette anni dopo la prima volta, la spada femminile italiana è di nuovo campione del mondo.

Rizzi ci era arrivata già galvanizzata dall’argento individuale conquistato tre giorni prima, dietro il quale erano arrivate Santuccio quinta e Caforio dodicesima. Quattro azzurre in gara, tre nelle prime dodici.

L’ottava medaglia

L’ultimo giorno, il 30 luglio, il fioretto femminile a squadre ha battuto gli Stati Uniti nella finale per il titolo.

In pedana Martina Batini, Martina Favaretto, Arianna Errigo e Anna Cristino: una squadra che mette insieme atlete presenti in nazionale da oltre quindici anni e altre arrivate nell’ultimo ciclo olimpico. È il quarto oro azzurro e l’ottavo podio della rassegna.

Per Favaretto significa chiudere Hong Kong con due titoli mondiali in quattro giorni.

Il medagliere femminile azzurro

Le medaglie delle azzurre

Mondiali di scherma · Hong Kong 2026

Data Prova Esito Atlete
25 lug Spada individuale Argento Giulia Rizzi
27 lug Fioretto individuale Oro Martina Favaretto
27 lug Fioretto individuale Argento Arianna Errigo
28 lug Spada a squadre Oro Santuccio · Rizzi · Fiamingo · Caforio
30 lug Fioretto a squadre Oro Batini · Favaretto · Errigo · Cristino
🤺 5 medaglie su 8, 3 ori su 4 · l’Italia ha chiuso prima nel medagliere per nazioni

Quello che non ha funzionato

La sciabola femminile è l’unico settore azzurro rimasto senza medaglia, e va detto.

Nell’individuale la migliore è stata Michela Battiston, undicesima. Nella prova a squadre del 29 luglio la squadra è uscita di scena all’ultima stoccata, in una giornata chiusa senza podi per l’intera spedizione italiana.

Non è un crollo: è un settore che resta un gradino sotto gli altri due, in un’arma dove Ungheria, Francia e Corea del Sud hanno bacini di praticanti più ampi. Ma in un Mondiale in cui il fioretto e la spada hanno vinto tutto, il confronto interno è impietoso e vale la pena registrarlo.

Il settore più vincente che nessuno racconta

Mettiamo insieme i numeri di questa estate.

La scherma femminile azzurra è tornata da un Mondiale con tre titoli e due argenti, ha vinto il medagliere per nazioni e ha riportato la spada sul tetto del mondo dopo diciassette anni. A metà rassegna l’Italia aveva conquistato da sola quasi un quarto delle medaglie messe in palio.

Un mese dopo, ai Giochi del Mediterraneo, Roberta Marzani ha vinto l’oro nella spada individuale davanti a un PalaRicciardi pieno.

Provate a ricordare quanti servizi di apertura avete visto su tutto questo.

La scherma in Italia funziona da decenni come una macchina che produce campionesse in silenzio: tecnici, sale, tradizione, continuità. È l’esatto contrario di quello che raccontiamo di solito quando parliamo dei problemi dello sport femminile italiano, e proprio per questo meriterebbe più attenzione, non meno.

Quando un sistema funziona, capire perché è più utile che festeggiarlo.

Autore

Scritto da: Andrea Rango

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