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Filippo Pelati, il poker di Parigi nel nuoto artistico

today3 Agosto 2026 8

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4EVA racconta lo sport che merita di essere raccontato. Punto.

Agli Europei di sport acquatici chiusi il 16 agosto a Parigi, l’Italia ha vinto quarantatré medaglie. Quattro le ha portate a casa un diciannovenne di Ferrara che nuota con il trucco sugli occhi.

Filippo Pelati è stato l’azzurro uomo più medagliato della rassegna. Tre argenti e un bronzo in una settimana.

Quattro gare, quattro podi

Il primo argento è arrivato nel solo tecnico, con una routine costruita su Radio Ga Ga dei Queen: 241,7008 punti, dietro al solo britannico Ranjuo Tomblin.

Poi sono arrivati i due podi in coppia con Lucrezia Ruggiero. Bronzo nel duo misto libero, e ventiquattro ore dopo argento nel duo misto tecnico con un esercizio preparato apposta per Parigi, costruito sul brano portato dalla Francia all’Eurovision. Punteggio 229,0092, contro i 229,6783 della coppia britannica.

Sei decimi e mezzo. In una gara che assegna punti fino alla quarta cifra decimale, l’oro è passato in una fessura larga meno di un punto.

Il diavolo

Il quarto podio è quello che dice di più sul livello raggiunto.

Nel solo libero, Pelati ha portato in vasca una routine sul tema del diavolo chiudendo a 252,8713 punti: 132,0713 di elementi tecnici, 120,8000 di impressione artistica. Ancora secondo dietro Tomblin, ma con oltre ventitré punti di margine sul terzo, lo spagnolo Jordi Cáceres Iglesias.

Il nuoto artistico ad alto livello è una disciplina che chiede apnee prolungate, precisione millimetrica e capacità di reggere un’interpretazione mentre il corpo lavora in debito d’ossigeno. Nel solo libero non c’è nessuno con cui sincronizzarsi: c’è solo la coreografia, e il fiato che finisce.

Il tecnico Patrizia Giallombardo ha raccontato una crescita costruita sulla qualità del lavoro più che sul volume, e ha attribuito parte del merito proprio a Ruggiero, atleta più matura, che ha aiutato Pelati a passare dal livello junior a quello assoluto.

Una disciplina aperta agli uomini da undici anni

Qui serve un dato di contesto, perché senza non si capisce il resto.

Il nuoto artistico ha aperto agli atleti uomini nel 2015, con il duo misto. Le prove individuali sono arrivate nel 2022, le squadre ai Mondiali di Fukuoka nel 2023.

E però ai Giochi di Parigi 2024 nessuna federazione al mondo aveva selezionato un uomo per la propria squadra olimpica. Nessuna.

Undici anni di apertura formale, zero uomini in vasca all’Olimpiade. Questo è il perimetro dentro cui Pelati sta costruendo la sua carriera, insieme a un gruppo ancora piccolo di atleti: il britannico Tomblin, lo spagnolo Dennis González, il greco Stylianos Koukouselis, l’israeliano Yogev Dagan, il francese Milan Violon, diciassette anni.

Cosa è successo sotto i post

Sotto i contenuti che celebravano le medaglie sono comparsi centinaia di commenti omofobi e sessisti.

Non sulla prestazione. Non sui punteggi. Sul trucco, sulle movenze, sulla scelta di dedicare una routine a Freddie Mercury.

Arcigay Sport ha messo in fila la cosa nei termini più semplici possibili: l’azzurro uomo più medagliato di un Europeo in cui l’Italia ha dominato il medagliere è stato bersagliato mentre gareggiava, e la politica italiana non ha detto niente.

Non riportiamo quei commenti. Riprodurli significa dargli lo spazio che cercavano.

Non è una storia sull’orientamento sessuale

E questo è il punto che quasi tutti sbagliano.

Filippo Pelati non ha mai fatto dichiarazioni pubbliche sulla propria identità, e non spetta a nessuno farle al posto suo. Gli insulti non hanno colpito una persona: hanno colpito una disciplina considerata femminile e un corpo maschile che la pratica.

Lo aveva spiegato bene il tedesco Frithjof Seidel, gay dichiarato, primo uomo a vincere una medaglia a squadre in un Europeo senior: nello sport si è sentito accolto, e quello con cui ha dovuto fare i conti non è stata la sua omosessualità, ma la percezione della sua identità maschile dentro una disciplina storicamente femminile.

È lo stesso meccanismo che colpisce chi fa danza, pattinaggio artistico, ginnastica ritmica. Non punisce chi sei. Punisce cosa scegli di fare con il tuo corpo.

Pelati lo aveva già raccontato nel 2023, quando osservava che i commenti più feroci arrivavano da ragazzi della sua età. E nel 2025, dopo i Mondiali, aveva chiuso la questione dicendo che il trucco è il suo marchio di fabbrica e che gli haters dovranno abituarsi.

Aveva diciotto anni.

Il punto

C’è una cosa che quei commenti non hanno cambiato: il tabellone.

Quattro medaglie, il miglior bottino individuale maschile azzurro della rassegna, un secondo posto mondiale consolidato in una disciplina in cui l’Italia ha costruito una scuola. Il prossimo passo è Los Angeles 2028, dove il nuoto artistico maschile potrebbe finalmente avere il posto che il regolamento gli riconosce dal 2015.

Se ci arriverà qualcuno, Filippo sarà in prima fila.

Autore

Scritto da: Andrea Rango

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