Basket

Italia-Australia basket: la rimonta da 26 punti

today9 Settembre 2026 3

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Berlino, 9 settembre. La palla di Francesca Pasa gira sull’anello. Gira una volta, sembra entrare, poi cade fuori.

Suona la sirena. Australia 82, Italia 80. Finisce così, dopo che per trentadue minuti questa partita non era stata una partita.

Tre quarti in cui non succede niente

Capobianco schiera per la quarta volta consecutiva lo stesso quintetto: Verona, Villa, Zandalasini, Keys, Cubaj. L’avvio è persino incoraggiante, 7-4 azzurro.

Poi si spegne la luce. L’Italia chiude il primo quarto con quattro canestri dal campo e sotto 13-26.

Nel secondo periodo c’è un tentativo vero: una tripla di Pasa, l’appoggio di capitan Olbis André, le azzurre risalgono fino al -7. Ma Isobel Borlase, che finirà la serata con trenta punti, guida un parziale di 9-0 che riporta tutto al punto di partenza. All’intervallo è 48-33.

Nel terzo l’Australia allunga ancora. Il tabellone arriva a segnare 38-64: ventisei punti di distacco contro il bronzo olimpico di Parigi 2024, allenato da Sandy Brondello, numero tre del ranking mondiale.

A quel punto la partita è finita. Lo pensano tutti. Alla fine del terzo quarto è 49-69.

L’ultimo quarto

Trentuno a tredici.

Costanza Verona si prende la squadra sulle spalle e comincia a segnare. Poi si aggiunge Vittoria Blasigh, ventidue anni, all’esordio assoluto in nazionale maggiore. André lavora sotto canestro. La difesa azzurra si chiude e le Opals smettono di trovare il canestro: tredici punti in dieci minuti per una squadra che ne aveva segnati sessantanove nei trenta precedenti.

Il divario si assottiglia un possesso alla volta. Venti, quindici, dieci, sei.

77-77 a trenta secondi dalla fine.

Trenta secondi

E qui la partita diventa crudele.

Due palle perse azzurre consecutive riconsegnano il pallone all’Australia. Aokuso segna il 79-77 a ventiquattro secondi, Wilson aggiunge i liberi del +4.

Sembra chiusa. Non lo è: Blasigh riceve a nove metri dal canestro, tira, e quella tripla entra a cinque secondi dalla fine.

Borlase va in lunetta e fa 1/2. Ottanta a ottantadue, ultimo possesso italiano.

La palla arriva a Pasa, che si incunea in area e prova l’appoggio del pareggio. Resta sul ferro. Poi esce.

Sette punti in tre partite

Nel dopogara Capobianco ha messo in fila un dato che vale più di qualsiasi consolazione.

In poco più di un anno questa nazionale ha affrontato Belgio, Stati Uniti e Australia — campionesse d’Europa, numero uno e numero tre del mondo — e le ha perse tutte e tre per un totale complessivo di sette punti.

Sette. Tre partite contro tre delle migliori squadre del pianeta, e un margine medio di poco più di due punti a gara.

L’allenatore lo ha detto senza retorica: quando la squadra riesce a cambiare marcia e il carattere trascina il talento, diventa quella che recupera ventisei punti a una delle nazionali più forti del mondo. Il che significa che il lavoro da fare è sui dettagli, non sulle fondamenta.

Le altre cifre della serata dicono cose simili. Verona chiude con 23 punti: career high in azzurro, meglio dei 16 segnati alla Slovacchia a Napoli quattro anni fa. Blasigh ne mette 13 nella sua prima partita in assoluto con la nazionale maggiore. André 11. E Cecilia Zandalasini, che di punti ne segna solo 9, gioca a Berlino la sua centesima partita in maglia azzurra.

Tabellino

Italia-Australia 80-82 (13-26, 20-22, 16-21, 31-13)

Italia: Verona 23, Blasigh 13, André 11, Zandalasini 9, Cubaj 6, Villa 5, Pan 5, Pasa 4, Keys 3, Santucci 1, Madera, Fassina. All. Capobianco.

Australia: Borlase 30, Aokuso 15, Wilson 14, Fowler 8, Bibby 6, Reid 3, Magbegor 2. N.e. Smith. All. Brondello.

Il bilancio

Una vittoria e tre sconfitte. Detto così sembra poco.

Detto meglio: le tre sconfitte sono arrivate contro gli Stati Uniti, numero uno del ranking mondiale, la Cina, numero quattro, e l’Australia, numero tre. L’unica avversaria alla portata l’Italia l’ha battuta.

Trentadue anni di assenza si chiudono con il rientro tra le prime dodici squadre del mondo, con una generazione che a Berlino ha visto Matilde Villa e Vittoria Blasigh esordire e fare la differenza, e con una capitana, Laura Spreafico, che ha guardato tutto da casa insieme a Martina Kacerik e Ilaria Panzera. Capobianco le ha ringraziate pubblicamente prima ancora di commentare la partita.

Il prossimo appuntamento è l’11 novembre al Pala Terni, contro la Slovenia, per le qualificazioni all’EuroBasket 2027.

Fino ad allora resterà quel pallone che gira sul ferro.

Scritto da: Andrea Rango

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