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Calcio femminile: sfide, professionismo e parità di genere 4EVA Redazione
Ai Campionati del mondo di Hong Kong, chiusi il 30 luglio, l’Italia ha vinto il medagliere per nazioni con otto medaglie: quattro ori e quattro argenti.
Cinque di quelle otto medaglie le hanno conquistate le atlete. E tre dei quattro titoli iridati.
Non è un dettaglio da riepilogo. È la fotografia di quale sia, oggi, il settore più vincente dello sport italiano.
Il 27 luglio, nella finale del fioretto individuale femminile, si sono trovate di fronte due azzurre.
Ha vinto Martina Favaretto. Seconda Arianna Errigo.
Una doppietta italiana nella prova individuale di un Mondiale è una cosa che capita raramente in qualsiasi disciplina, e qui è arrivata nell’arma in cui la concorrenza internazionale è più feroce. Per Favaretto è il primo titolo mondiale individuale; per Errigo, che in nazionale c’è da oltre quindici anni e ha già vinto praticamente tutto, è l’ennesima finale iridata.
Era anche l’unico titolo individuale che mancava all’Italia dal 2023, e l’obiettivo dichiarato della spedizione alla vigilia.
Il 28 luglio è stata la giornata che ha deciso il Mondiale azzurro.
Nella semifinale di spada femminile a squadre l’Italia ha battuto la Corea del Sud, favorita, 45-44. In finale, contro l’Estonia, ha chiuso 31-30.
Il quartetto era composto da Alberta Santuccio, Giulia Rizzi, Rossella Fiamingo e Gaia Caforio. Nell’ultimo assalto l’estone Katrina Lehis ha riportato più volte la sua squadra a una sola stoccata: la finale, dominata a tratti, si è decisa negli ultimi secondi.
Diciassette anni dopo la prima volta, la spada femminile italiana è di nuovo campione del mondo.
Rizzi ci era arrivata già galvanizzata dall’argento individuale conquistato tre giorni prima, dietro il quale erano arrivate Santuccio quinta e Caforio dodicesima. Quattro azzurre in gara, tre nelle prime dodici.
L’ultimo giorno, il 30 luglio, il fioretto femminile a squadre ha battuto gli Stati Uniti nella finale per il titolo.
In pedana Martina Batini, Martina Favaretto, Arianna Errigo e Anna Cristino: una squadra che mette insieme atlete presenti in nazionale da oltre quindici anni e altre arrivate nell’ultimo ciclo olimpico. È il quarto oro azzurro e l’ottavo podio della rassegna.
Per Favaretto significa chiudere Hong Kong con due titoli mondiali in quattro giorni.
Le medaglie delle azzurre
| Data | Prova | Esito | Atlete |
|---|---|---|---|
| 25 lug | Spada individuale | Argento | Giulia Rizzi |
| 27 lug | Fioretto individuale | Oro | Martina Favaretto |
| 27 lug | Fioretto individuale | Argento | Arianna Errigo |
| 28 lug | Spada a squadre | Oro | Santuccio · Rizzi · Fiamingo · Caforio |
| 30 lug | Fioretto a squadre | Oro | Batini · Favaretto · Errigo · Cristino |
La sciabola femminile è l’unico settore azzurro rimasto senza medaglia, e va detto.
Nell’individuale la migliore è stata Michela Battiston, undicesima. Nella prova a squadre del 29 luglio la squadra è uscita di scena all’ultima stoccata, in una giornata chiusa senza podi per l’intera spedizione italiana.
Non è un crollo: è un settore che resta un gradino sotto gli altri due, in un’arma dove Ungheria, Francia e Corea del Sud hanno bacini di praticanti più ampi. Ma in un Mondiale in cui il fioretto e la spada hanno vinto tutto, il confronto interno è impietoso e vale la pena registrarlo.
Mettiamo insieme i numeri di questa estate.
La scherma femminile azzurra è tornata da un Mondiale con tre titoli e due argenti, ha vinto il medagliere per nazioni e ha riportato la spada sul tetto del mondo dopo diciassette anni. A metà rassegna l’Italia aveva conquistato da sola quasi un quarto delle medaglie messe in palio.
Un mese dopo, ai Giochi del Mediterraneo, Roberta Marzani ha vinto l’oro nella spada individuale davanti a un PalaRicciardi pieno.
Provate a ricordare quanti servizi di apertura avete visto su tutto questo.
La scherma in Italia funziona da decenni come una macchina che produce campionesse in silenzio: tecnici, sale, tradizione, continuità. È l’esatto contrario di quello che raccontiamo di solito quando parliamo dei problemi dello sport femminile italiano, e proprio per questo meriterebbe più attenzione, non meno.
Quando un sistema funziona, capire perché è più utile che festeggiarlo.
Otto: quattro ori e quattro argenti, con il primo posto nel medagliere per nazioni. Cinque di queste medaglie sono state conquistate dalle atlete, compresi tre dei quattro titoli iridati.
Martina Favaretto, che ha battuto in finale la connazionale Arianna Errigo. È stata una doppietta tutta italiana, e per Favaretto il primo titolo mondiale individuale in carriera.
Alberta Santuccio, Giulia Rizzi, Rossella Fiamingo e Gaia Caforio. Hanno battuto la Corea del Sud 45-44 in semifinale e l’Estonia 31-30 in finale, riportando il titolo in Italia dopo diciassette anni.
Senza medaglie. Nell’individuale la migliore è stata Michela Battiston, undicesima; la prova a squadre si è chiusa con l’eliminazione all’ultima stoccata. È l’unico settore azzurro rimasto fuori dal podio.
4EVA · Donne oltre lo sport
La scherma femminile azzurra produce campionesse da decenni. Seguiamo le sue atlete anche fuori dalle settimane iridate.
Scritto da: Andrea Rango
Martina Favaretto Mondiali scherma Hong Kong 2026 spada femminile a squadre