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Sara Curtis, il record del mondo e il muro dei 24 secondi

today16 Agosto 2026 11

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Il primato mondiale dei 50 dorso apparteneva all’australiana Kaylee McKeown dall’ottobre 2023. Ventisei secondi e ottantasei centesimi.

A Parigi, Sara Curtis lo ha battuto due volte in ventiquattro ore.

Due record del mondo, uno dopo l’altro

In semifinale ha nuotato 26″63. Il giorno dopo, in finale, 26″56 e il titolo europeo.

Il salto è enorme anche rispetto a sé stessa: a fine giugno, al Trofeo Settecolli di Roma, aveva fissato il record continentale a 27″07. In poco più di un mese si è tolta mezzo secondo su una distanza che dura ventisei secondi.

Secondo i World Aquatics Points, che convertono ogni prestazione in un punteggio comparabile tra distanze e stili diversi, quelle due nuotate sono state le migliori prestazioni tecniche assolute dell’intero Europeo, maschili e femminili incluse: 1034 punti la finale, 1026 la semifinale.

Non la migliore azzurra. La migliore, punto.

Il muro dei 24 secondi

Poi sono arrivati i 50 stile libero, ed è lì che la settimana ha assunto un altro significato.

Curtis ha chiuso terza in 23″99, dietro alla polacca Katarzyna Maria Wasick (23″84) e alla svedese Sarah Sjöström (23″86), tenendosi dietro l’olandese Milou van Wijk per un decimo.

Il tempo è il nuovo record italiano. Ma il numero che conta è la prima cifra: nessuna nuotatrice italiana era mai scesa sotto i ventiquattro secondi.

E la cosa più interessante è come lei ha raccontato quella gara. Non ha parlato di emozione o di sorpresa: ha detto di sapere che per salire sul podio serviva rompere quel muro, che non voleva arrivare quarta, e che quindi lo ha rotto.

È il linguaggio di chi esegue un piano, non di chi viene travolto da un talento.

Nella stessa rassegna ha aggiunto il bronzo nei 100 stile libero, tre podi in staffetta di cui due d’oro, e il record italiano dei 100 dorso in 58″43 nuotato in prima frazione nella 4×100 misti d’argento.

La velocità che all’Italia mancava

Qui c’è il dato strutturale, e vale più di ogni medaglia singola.

Il nuoto femminile italiano ha costruito la propria storia sul mezzofondo e sulle distanze medie. Federica Pellegrini prima, Simona Quadarella poi: gestione dello sforzo, tenuta, gare lunghe. Nella velocità pura, quella dove tutto si decide in meno di un minuto, l’Italia femminile non era mai arrivata sul podio continentale.

Curtis lo ha fatto in due gare diverse nella stessa settimana: prima italiana di sempre sul podio europeo nei 100 stile, prima italiana di sempre nei 50.

Non è un exploit isolato. È l’apertura di un settore che il movimento non presidiava.

Da Savigliano a Charlottesville

Ha imparato a nuotare a Savigliano, in provincia di Cuneo, sotto la guida di Thomas Maggiora. Agli Europei juniores di Belgrado, nel 2023, aveva vinto tre ori e due argenti.

Dal 2025 studia e si allena negli Stati Uniti, alla University of Virginia, nel gruppo dei Cavaliers guidato da Todd DeSorbo. In Italia resta tesserata per l’Esercito e per il CS Roero.

È lo stesso percorso di Chiara Pellacani, laureata a Miami, e di altri azzurri della stessa generazione. Vale la pena dirlo senza giri di parole: tre delle atlete italiane più forti di questa estate si allenano in università americane perché lì trovano strutture, borse di studio e la possibilità di studiare senza smettere di gareggiare.

In Italia quel pacchetto non esiste in forma sistematica. Non è una critica alle atlete, che fanno la scelta più razionale disponibile. È una domanda al sistema, che continua a esportare i propri talenti migliori e a riprenderseli solo per le gare in nazionale.

E adesso il 2028

C’è un motivo tecnico per cui questa estate pesa più di quanto sembri.

I 50 dorso non erano mai stati una gara olimpica. Il CIO li ha inseriti nel programma di Los Angeles 2028 insieme ai 50 rana e ai 50 farfalla: il nuoto passa a quarantuno finali olimpiche, il numero più alto della sua storia.

La specialità in cui Curtis detiene il record del mondo diventa quindi olimpica proprio nel ciclo in cui lei arriva alla maturità agonistica.

Con una complicazione. Per le nuove gare sui 50 il sistema di qualificazione cambia: non si passa dai tempi limite, ma da un percorso diretto attraverso la Coppa del Mondo 2027, che assegna sei soli pass per gara.

Il record del mondo, da solo, non basterà. Il 2027 conterà quanto il 2028.

Autore

Scritto da: Andrea Rango

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