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Calcio femminile: sfide, professionismo e parità di genere 4EVA Redazione
Sabato 26 settembre, mentre Gabriella Langella trasformava il primo rigore dell’Italia nella finale per il bronzo a Łódź, il suo Napoli Women scendeva in campo a Torino contro la Juventus per la prima giornata di Serie A Women. Il campionato italiano è ripartito nello stesso weekend in cui le ventuno azzurrine giocavano la partita più importante della loro carriera. Nessuno aveva pensato di spostarlo.
È un dettaglio di calendario, e sarebbe facile fermarsi all’indignazione. Il problema vero comincia lunedì, quando le ventuno rientrano nei club e la domanda diventa una sola: adesso giocano?
| Calciatrice | Club | Campionato | Classe |
|---|---|---|---|
| Elena Belli | Inter | Serie A | 2006 |
| Lavinia Tornaghi | Milan | Serie A | 2006 |
| Martina Bressan | Inter | Serie A | 2008 |
| Lidia Consolini | Inter | Serie A | 2007 |
| Emma Lombardi | Fiorentina | Serie A | 2007 |
| Maya Cherubini | Fiorentina | Serie A | 2007 |
| Caterina Venturelli | Sassuolo | Serie A | 2008 |
| Paola Fadda | Sassuolo | Serie A | 2006 |
| Gabriella Langella | Napoli Women | Serie A | 2007 |
| Sofia Testa | Ternana Women | Serie A | 2006 |
| Rosanna Ventriglia | Ternana Women | Serie A | 2007 |
| Marta Zamboni | Como Women | Serie A | 2006 |
| Manuela Sciabica | Lazio | Serie A | 2006 |
| Giulia Galli | Barcellona B | Serie A | 2008 |
| Giada Pellegrino Cimò | Roma | Serie A | 2006 |
| Erica Di Nallo | Vicenza | Serie B | 2006 |
| Martina Tosello | Cesena | Serie B | 2007 |
| Karen Appiah | Cesena | Serie B | 2007 |
| Giada Catena | Res Donna Roma | Serie B | 2009 |
| Martina Cocino | Aarau | Svizzera | 2006 |
| Azzurra Gallo | Tolosa | Francia | 2008 |
Quindici su ventuno sono tesserate per club di Serie A Women. Quattro giocano in Serie B, due all’estero. Non è una rosa di ragazze parcheggiate nei settori giovanili: è una rosa già dentro il calcio dei grandi, almeno sulla carta.
La versione facile di questo articolo si scrive da sola: in Italia le giovani non giocano. I numeri della FIGC dicono un’altra cosa.
Nel Report Calcio 2025, il Centro Studi federale conta il minutaggio della Serie A femminile 2023-2024: su 257.250 minuti totali, le under 21 ne hanno giocati 28.750, cioè circa l’11%. Le under 21 italiane da sole valgono 21.452 minuti, il 75% di quel totale e l’8% del campionato intero, in crescita del 15% sull’anno precedente. Le under 21 straniere si fermano a 7.298.
Per dare la scala: nella massima serie maschile la quota di minuti giocati dagli under 21 italiani è attorno all’1,9% (Sofascore, aprile 2026, stagione 2025/26). Stagioni e fonti diverse, quindi vale come ordine di grandezza e non come misura. Ma l’ordine di grandezza è quattro volte tanto.
Il calcio femminile italiano non ha un problema di porte chiuse. Ha un problema più scivoloso.
Vale la pena guardare come funziona il meccanismo, perché è qui che si capisce tutto.
Ogni club di Serie A compila una Lista A di 25 calciatrici. Dentro quelle 25 devono starci almeno 10 «calciatrici formate»: almeno 8 formate in Italia e almeno 2 formate nel club. Dal 2027/28 la proporzione cambia: 7 e 3, spostando il peso sul vivaio di casa.
Poi c’è la Lista B, e la Lista B è la parte interessante: ci vanno le calciatrici sotto i 22 anni al 31 dicembre, tesserate dal club per due anni ininterrotti o tre consecutivi complessivi. Non erode i 25 posti della Lista A. In pratica, per un club di Serie A, tesserare una giovane cresciuta in casa non costa niente in termini di rosa.
Quindi il vincolo non è amministrativo. Nelle norme della Serie A Femminile non esiste alcun obbligo né alcun incentivo di minutaggio giovanile. Le regole governano la Lista A, la Lista B e la distinta — massimo 23 calciatrici, età minima 16 anni. Non governano i minuti. Un club può rispettare ogni singola norma federale, iscrivere dieci formate, riempire la Lista B di talenti azzurri e non concedere loro un minuto da settembre a maggio. Sarebbe perfettamente in regola.
C’è un aspetto tecnico che pesa più di quanto sembri. Al Mondiale U20 erano eleggibili le nate dal 2006 al 2010, e sette delle ventuno convocate sono classe 2007: Consolini, Lombardi, Tosello, Cherubini, Langella, Appiah, Ventriglia.
Il campionato giovanile di riferimento, invece, è costruito sulle nate dal 1° gennaio 2008. Le fuori quota sono ammesse in numero ridotto e con vincoli. Tradotto: una 2007 che in prima squadra resta fuori non ha un campionato dove andare a giocare. O trova minuti in Serie A, o passa la stagione ad allenarsi.
Su questo la FIGC ha fatto una mossa concreta: dal 2026/27 ogni club di Serie A Femminile deve iscrivere una squadra al campionato Under 19, con almeno l’80% della rosa formata in Italia e una sanzione da 8.000 euro per chi non lo fa. Il torneo parte il 3 ottobre. È un obbligo, non un auspicio, e va riconosciuto. Costruisce un gradino in più nella filiera. Non risolve il salto finale, che resta quello dove si perdono le carriere.
Di Nallo, Tosello, Appiah e Catena giocano in Serie B, e l’istinto è leggerlo come un passo indietro. I numeri federali suggeriscono il contrario: in Serie B femminile ci sono 346 calciatrici tesserate per le prime squadre, di cui 312 italiane e 302 formate nei club della categoria. Età media 23,4 anni. Quarantuno arrivano in prestito dalla Serie A proprio per crescere. Il minutaggio complessivo del campionato è passato da 27.728 minuti nel 2018 a 153.533 nel 2025.
La FIGC chiama la Serie B «l’Università del talento». Come definizione tiene, a una condizione: che dall’università si esca con un contratto in Serie A, non con un altro anno in Serie B.
Per scrivere questo pezzo abbiamo provato a mettere in fila i minuti giocati in prima squadra da ognuna delle ventuno. Non ci siamo riusciti, e non per pigrizia: non esiste un archivio pubblico e consolidato dei minuti della Serie A Women. La FIGC pubblica aggregati di categoria; le piattaforme statistiche internazionali coprono il campionato in modo parziale o non sono liberamente consultabili.
Questa è la cosa che ci ha colpito di più in tre giorni di verifiche. Un campionato professionistico dal 2022-2023, con i diritti tv venduti in centocinquanta Paesi, non rende leggibile a chi lo segue quanto giocano le sue calciatrici. Senza minuti pubblici non esiste responsabilità: nessuna tifosa, nessuna giornalista, nessuna agente può mettere un club davanti a un numero.
Noi da 4EVA quel conto lo terremo, giornata per giornata, dalla seconda di campionato del 3-4 ottobre. Ventuno nomi, una colonna con i minuti, aggiornata ogni domenica.
Il quarto posto di Łódź non è una promessa: è una scadenza. Il 30 giugno 2027 sapremo se questa generazione è stata usata o soltanto celebrata.
Nella stagione 2023-2024 le under 21 hanno giocato 28.750 minuti su 257.250 totali, circa l’11%. Le under 21 italiane da sole 21.452 minuti, il 75% di quel totale. Fonte: FIGC, Report Calcio 2025.
No. Le norme impongono almeno 10 «calciatrici formate» nella Lista A di 25 e regolano la distinta, ma non prevedono obblighi né incentivi legati ai minuti giocati dalle giovani.
La Lista A contiene 25 calciatrici, di cui almeno 8 formate in Italia e 2 formate nel club. Nella Lista B vanno le under 22 tesserate dal club per due anni ininterrotti o tre consecutivi, senza occupare i 25 posti.
Sì, dal 2026/27 l’iscrizione al campionato Under 19 è obbligatoria per tutte le società di Serie A Femminile, con almeno l’80% della rosa formata in Italia e una sanzione minima di 8.000 euro per chi non partecipa.
4EVA · Donne oltre lo sport
Se nessuno pubblica quanto giocano le giovani della Serie A Women, lo facciamo noi. Il conteggio parte dalla seconda giornata.
Scritto da: Andrea Rango
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