Approfondimento

Serie A Women: quanto giocano davvero le giovani italiane

today27 Settembre 2026 5

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Sabato 26 settembre, mentre Gabriella Langella trasformava il primo rigore dell’Italia nella finale per il bronzo a Łódź, il suo Napoli Women scendeva in campo a Torino contro la Juventus per la prima giornata di Serie A Women. Il campionato italiano è ripartito nello stesso weekend in cui le ventuno azzurrine giocavano la partita più importante della loro carriera. Nessuno aveva pensato di spostarlo.

È un dettaglio di calendario, e sarebbe facile fermarsi all’indignazione. Il problema vero comincia lunedì, quando le ventuno rientrano nei club e la domanda diventa una sola: adesso giocano?

Le ventuno, e dove le ritroviamo

Le 21 del Mondiale U20 · club e campionato 2026/27
Calciatrice Club Campionato Classe
Elena Belli Inter Serie A 2006
Lavinia Tornaghi Milan Serie A 2006
Martina Bressan Inter Serie A 2008
Lidia Consolini Inter Serie A 2007
Emma Lombardi Fiorentina Serie A 2007
Maya Cherubini Fiorentina Serie A 2007
Caterina Venturelli Sassuolo Serie A 2008
Paola Fadda Sassuolo Serie A 2006
Gabriella Langella Napoli Women Serie A 2007
Sofia Testa Ternana Women Serie A 2006
Rosanna Ventriglia Ternana Women Serie A 2007
Marta Zamboni Como Women Serie A 2006
Manuela Sciabica Lazio Serie A 2006
Giulia Galli Barcellona B Serie A 2008
Giada Pellegrino Cimò Roma Serie A 2006
Erica Di Nallo Vicenza Serie B 2006
Martina Tosello Cesena Serie B 2007
Karen Appiah Cesena Serie B 2007
Giada Catena Res Donna Roma Serie B 2009
Martina Cocino Aarau Svizzera 2006
Azzurra Gallo Tolosa Francia 2008
Fonte: FIGC, lista ufficiale delle convocate · «n.d.» = anno di nascita non indicato nel comunicato

Quindici su ventuno sono tesserate per club di Serie A Women. Quattro giocano in Serie B, due all’estero. Non è una rosa di ragazze parcheggiate nei settori giovanili: è una rosa già dentro il calcio dei grandi, almeno sulla carta.

Il dato che smonta la tesi comoda

La versione facile di questo articolo si scrive da sola: in Italia le giovani non giocano. I numeri della FIGC dicono un’altra cosa.

Nel Report Calcio 2025, il Centro Studi federale conta il minutaggio della Serie A femminile 2023-2024: su 257.250 minuti totali, le under 21 ne hanno giocati 28.750, cioè circa l’11%. Le under 21 italiane da sole valgono 21.452 minuti, il 75% di quel totale e l’8% del campionato intero, in crescita del 15% sull’anno precedente. Le under 21 straniere si fermano a 7.298.

Per dare la scala: nella massima serie maschile la quota di minuti giocati dagli under 21 italiani è attorno all’1,9% (Sofascore, aprile 2026, stagione 2025/26). Stagioni e fonti diverse, quindi vale come ordine di grandezza e non come misura. Ma l’ordine di grandezza è quattro volte tanto.

Il calcio femminile italiano non ha un problema di porte chiuse. Ha un problema più scivoloso.

La norma ti iscrive. Non ti fa giocare

Vale la pena guardare come funziona il meccanismo, perché è qui che si capisce tutto.

Ogni club di Serie A compila una Lista A di 25 calciatrici. Dentro quelle 25 devono starci almeno 10 «calciatrici formate»: almeno 8 formate in Italia e almeno 2 formate nel club. Dal 2027/28 la proporzione cambia: 7 e 3, spostando il peso sul vivaio di casa.

Poi c’è la Lista B, e la Lista B è la parte interessante: ci vanno le calciatrici sotto i 22 anni al 31 dicembre, tesserate dal club per due anni ininterrotti o tre consecutivi complessivi. Non erode i 25 posti della Lista A. In pratica, per un club di Serie A, tesserare una giovane cresciuta in casa non costa niente in termini di rosa.

Quindi il vincolo non è amministrativo. Nelle norme della Serie A Femminile non esiste alcun obbligo né alcun incentivo di minutaggio giovanile. Le regole governano la Lista A, la Lista B e la distinta — massimo 23 calciatrici, età minima 16 anni. Non governano i minuti. Un club può rispettare ogni singola norma federale, iscrivere dieci formate, riempire la Lista B di talenti azzurri e non concedere loro un minuto da settembre a maggio. Sarebbe perfettamente in regola.

Le classe 2007 non hanno una rete di sicurezza

C’è un aspetto tecnico che pesa più di quanto sembri. Al Mondiale U20 erano eleggibili le nate dal 2006 al 2010, e sette delle ventuno convocate sono classe 2007: Consolini, Lombardi, Tosello, Cherubini, Langella, Appiah, Ventriglia.

Il campionato giovanile di riferimento, invece, è costruito sulle nate dal 1° gennaio 2008. Le fuori quota sono ammesse in numero ridotto e con vincoli. Tradotto: una 2007 che in prima squadra resta fuori non ha un campionato dove andare a giocare. O trova minuti in Serie A, o passa la stagione ad allenarsi.

Su questo la FIGC ha fatto una mossa concreta: dal 2026/27 ogni club di Serie A Femminile deve iscrivere una squadra al campionato Under 19, con almeno l’80% della rosa formata in Italia e una sanzione da 8.000 euro per chi non lo fa. Il torneo parte il 3 ottobre. È un obbligo, non un auspicio, e va riconosciuto. Costruisce un gradino in più nella filiera. Non risolve il salto finale, che resta quello dove si perdono le carriere.

La Serie B non è una bocciatura

Di Nallo, Tosello, Appiah e Catena giocano in Serie B, e l’istinto è leggerlo come un passo indietro. I numeri federali suggeriscono il contrario: in Serie B femminile ci sono 346 calciatrici tesserate per le prime squadre, di cui 312 italiane e 302 formate nei club della categoria. Età media 23,4 anni. Quarantuno arrivano in prestito dalla Serie A proprio per crescere. Il minutaggio complessivo del campionato è passato da 27.728 minuti nel 2018 a 153.533 nel 2025.

La FIGC chiama la Serie B «l’Università del talento». Come definizione tiene, a una condizione: che dall’università si esca con un contratto in Serie A, non con un altro anno in Serie B.

Il dato che manca, e che dovremmo pretendere

Per scrivere questo pezzo abbiamo provato a mettere in fila i minuti giocati in prima squadra da ognuna delle ventuno. Non ci siamo riusciti, e non per pigrizia: non esiste un archivio pubblico e consolidato dei minuti della Serie A Women. La FIGC pubblica aggregati di categoria; le piattaforme statistiche internazionali coprono il campionato in modo parziale o non sono liberamente consultabili.

Questa è la cosa che ci ha colpito di più in tre giorni di verifiche. Un campionato professionistico dal 2022-2023, con i diritti tv venduti in centocinquanta Paesi, non rende leggibile a chi lo segue quanto giocano le sue calciatrici. Senza minuti pubblici non esiste responsabilità: nessuna tifosa, nessuna giornalista, nessuna agente può mettere un club davanti a un numero.

Noi da 4EVA quel conto lo terremo, giornata per giornata, dalla seconda di campionato del 3-4 ottobre. Ventuno nomi, una colonna con i minuti, aggiornata ogni domenica.

Il quarto posto di Łódź non è una promessa: è una scadenza. Il 30 giugno 2027 sapremo se questa generazione è stata usata o soltanto celebrata.

Scritto da: Andrea Rango

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