Nuoto

Europei nuoto paralimpico: undici azzurre, undici a medaglia

today12 Settembre 2026 10

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La Federazione lo ha scritto nel comunicato finale: ventitré atleti su ventiquattro sono saliti sul podio a Kocaeli. È un dato notevole già così. Ma c’è un modo più preciso di leggerlo.

L’Italia aveva convocato tredici uomini e undici donne. Controllando i podi nome per nome, lungo le sei giornate di gara, emerge che le azzurre a medaglia sono undici su undici. Nessuna esclusa. L’unico atleta rimasto senza podio è un uomo.

Gli Europei si sono chiusi con 61 medaglie complessive per l’Italia — 29 ori, 16 argenti, 16 bronzi — e il secondo posto nel medagliere, dietro alla Russia, che si era presentata con oltre sessanta atleti. Rispetto a Funchal 2024 ci sono due podi in meno ma tre titoli in più.

Boggioni, la settimana infinita

Se Carlotta Gilli ha raccolto i titoli più visibili, la settimana con più gare dentro è quella di Monica Boggioni.

Quattro ori individuali: 50 stile libero S5, 50 rana SB3, 100 stile libero S5, 200 stile libero S5. In mezzo, l’argento dei 200 misti SM5 in 3’43″04, e altri podi nei 50 dorso e nelle staffette. Sette medaglie almeno, distribuite su tutti i sei giorni, in gare che vanno dai cinquanta ai duecento metri e in tre stili diversi.

È un profilo di atleta che non esiste quasi più: non una specialista, ma una che entra in acqua ovunque ci sia una finale.

Nei 200 misti, dietro di lei, c’era Giulia Ghiretti: bronzo in 3’43″69, sei decimi. Due azzurre sullo stesso podio.

Milesi, tre giorni e tre colori diversi

Letizia Milesi ha fatto qualcosa che in una rassegna di sei giorni capita raramente.

Giorno 3: argento nei 100 rana SB7, cinque centesimi dietro la campionessa europea. Giorno 4: bronzo nei 100 stile libero S8. Giorno 5: oro nei 50 stile libero S8, in 31″38.

Argento, bronzo, oro. In tre giornate consecutive, salendo di un gradino ogni volta.

Palazzo, sei medaglie e la staffetta finale

Xenia Francesca Palazzo ha aperto e chiuso l’Europeo italiano. Sua la prima vittoria azzurra della rassegna, nei 400 stile libero S8 del giorno inaugurale. Suo anche l’ultimo oro, come frazionista della 4×100 stile libero mixed che ha chiuso i giochi in 4’07″97.

In mezzo: oro nei 100 stile libero S8, argento nei 200 misti SM8, bronzo nei 50 stile libero e un altro bronzo in staffetta. Sei medaglie.

Nella 4×100 finale c’era anche Vittoria Bianco, al primo titolo europeo della carriera.

Le altre

Giulia Terzi ha vinto due titoli individuali — 100 stile libero S6 e 50 farfalla S6 — più l’argento nella 4×50 misti mixed.

Domiziana Mecenate ha messo insieme tre medaglie individuali in tre classi di distanza: oro nei 50 dorso S3, bronzi nei 100 e nei 50 stile libero.

Angela Procida ha conquistato l’argento nei 50 dorso S2 nell’ultima giornata, Alessia Berra il bronzo nei 100 stile libero S12.

E poi c’è Emma Lancini, che a Kocaeli ha disputato il suo primo Europeo. Tre gare, tre bronzi: 100 dorso S6, 400 stile libero S6, 50 stile libero S6. Un esordio che difficilmente si dimentica.

Cosa dice questo bilancio

Una nazionale in cui nessuna atleta torna a casa senza medaglia non è una nazionale con due o tre fuoriclasse. È una nazionale con un vivaio che funziona, una programmazione che regge e uno staff tecnico che lavora sull’intera squadra e non solo sulle punte.

Il rischio, nella copertura di questi eventi, è sempre lo stesso: si racconta chi ha vinto di più e si archivia il resto come contorno. Ma il bronzo di un’esordiente al primo Europeo, o la progressione di chi in tre giorni passa dall’argento all’oro, dicono del movimento cose che il conteggio dei titoli non dice.

A due anni da Los Angeles, questo è il dato da cui ripartire.

Approfondimento sui cinque ori di Carlotta Gilli: Carlotta Gilli, cinque ori agli Europei di Kocaeli.

Autore

Scritto da: Andrea Rango

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