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Calcio femminile: 3,2 miliardi di impatto sul PIL

today5 Giugno 2026 11

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Tre virgola due miliardi di euro.

È il valore che il movimento del calcio femminile italiano produce sull’economia nazionale, misurato in impatto diretto, indiretto e indotto sul PIL. Quasi 12.000 posti di lavoro a tempo pieno supportati. Un contributo alla parità di genere quantificato in 700 milioni di euro.

Questi numeri vengono da un’analisi del Centro Studi FIGC, elaborata su dati della Divisione Serie A Femminile Professionistica e di Deloitte. Sono numeri rigorosi, metodologicamente solidi. E sono quasi completamente ignorati dal dibattito pubblico.

Vale la pena fermarsi a capire da dove vengono e cosa significano davvero.

Come si arriva a 3,2 miliardi

Il dato non nasce da una stima ottimistica. È costruito su un modello che distingue due grandi componenti: l’impatto tangibile e quello intangibile.

L’impatto tangibile è il più diretto: il giro d’affari generato dalle attività dei club, le spese operative, i salari, le forniture. È quello che si vede in un bilancio.

L’impatto intangibile è molto più grande — e molto meno raccontato. Si tratta del contributo al PIL generato da una maggiore produttività degli individui grazie alla pratica sportiva. Si misura su quattro dimensioni:

Salute e benessere psicofisico — 1,7 miliardi. È la voce più pesante in assoluto: riduzione delle patologie croniche, miglioramento della salute mentale, aumento della speranza di vita in buona salute, minor pressione sui sistemi sanitari. Ogni ragazza che gioca a calcio costa meno al servizio sanitario nazionale nel corso della vita.

Aspetti sociali e comportamentali — 700 milioni. Relazioni sociali più solide, migliori risultati scolastici, minore incidenza di fumo, alcol, criminalità nelle fasce di età coinvolte.

Partecipazione femminile e parità di genere — 700 milioni. Questo è il dato più insolito: la pratica del calcio femminile ha un effetto misurabile sulla rappresentanza politica femminile a livello locale e nazionale, sulla presenza di donne nei CDA delle società quotate in borsa, e sul Gender Equality Index complessivo del paese.

Attività sportive dirette — 100 milioni. Il dato economico puro del settore.

Il 47% di questo impatto — circa 1,5 miliardi — è attribuibile ai soli club di Serie A e Serie B femminile.

4EVA - Serie A Women 2025 - 3,2 miliardi di impatto sul PIL

Il numero che non ti aspetti

La voce più sorprendente è quella sulla salute: 1,7 miliardi su 3,2 totali. Più della metà dell’impatto economico del calcio femminile italiano viene da corpi in forma, da menti più equilibrate, da vite più lunghe e più sane.

Non è un’astrazione. È un calcolo preciso: ogni euro speso per far giocare una ragazza a calcio genera un risparmio sanitario futuro misurabile. Il modello econometrico usato dal Centro Studi FIGC lavora su dati longitudinali — non proiezioni ottimistiche, ma correlazioni documentate tra pratica sportiva e indicatori di salute nella popolazione.

Il fatto che questa componente sia quasi assente nel dibattito su come finanziare il calcio femminile dice qualcosa sull’orizzonte temporale di chi decide. I costi del professionismo sono visibili ora. I benefici sanitari si realizzano in decenni. Chi governa il breve termine tende a non vedere il lungo.

Cosa succederebbe con il 30% in più

Il report calcola uno scenario preciso: cosa accadrebbe se il numero delle praticanti crescesse del 30% rispetto ai livelli attuali.

I risultati sono:

  • Quasi 1 miliardo di euro di contribuzione aggiuntiva al PIL
  • Oltre 3.500 nuovi posti di lavoro a tempo pieno
  • +0,2% di rappresentanza politica femminile a livello locale
  • +0,4% sul Gender Equality Index nazionale

Per contestualizzare: le calciatrici tesserate FIGC sono passate da 18.854 nel 2008 a 45.620 nel 2024 — più che raddoppiate in sedici anni. Un aumento del 30% sulle cifre attuali significherebbe avvicinarsi alle 60.000 tesserate. È un obiettivo raggiungibile nell’arco di pochi anni, se le condizioni lo permettono: più scuole calcio, più impianti, più visibilità.

Ciascuno di questi tre fattori è stato identificato dai tifosi stessi come barriera principale nell’Episodio 4 di questa serie.

4EVA - Serie A Women 2025 - obiettivo praticanti

Il confronto che brucia

Con questi numeri sul tavolo, il confronto internazionale fa ancora più effetto.

La Liga F spagnola ha ricevuto 20 milioni di euro di finanziamento diretto dal governo. La Women’s Super League britannica ha ottenuto un prestito interest-free da 20 milioni di sterline dalla Premier League maschile. In entrambi i casi, l’investimento istituzionale ha preceduto la sostenibilità economica — non l’ha aspettata.

In Italia, il Fondo per il professionismo negli sport femminili è stato rifinanziato a febbraio 2025 con 4 milioni di euro per l’anno in corso, grazie al decreto Milleproroghe. È un segnale positivo di continuità. Ma la scala è diversa.

Un sistema che genera 3,2 miliardi di impatto sul PIL riceve 4 milioni di sostegno pubblico annuo. Il rapporto tra valore prodotto e risorse ricevute è uno degli squilibri più evidenti dell’intero scenario.

4EVA - Serie A Women 2025 - Valore Prodotto

I due appuntamenti con il futuro

La Serie A Women ha due scadenze strutturali nei prossimi tre anni che cambieranno profondamente il contesto.

La prima è la Lega autonoma, prevista per la stagione 2027-2028. Significa gestione diretta dei diritti commerciali, autonomia negoziale con broadcaster e sponsor, capacità di costruire un modello economico senza dipendere dalla struttura federale. È il passaggio da campionato federale a lega professionale vera e propria — lo stesso che ha fatto la Premier League maschile nel 1992.

La seconda è la candidatura per UEFA Women’s Euro 2029. Se l’Italia dovesse ottenerla, gli effetti sarebbero immediati e sistemici: investimenti negli stadi, aumento del profilo mediatico internazionale, legacy in termini di tesserate e partecipazione (l’Europeo 2022 in Inghilterra ha creato 416.000 nuove opportunità di pratica calcistica femminile nel paese).

Entrambe le scadenze richiedono un sistema già attrezzato per reggere la pressione. I dati di questa serie raccontano un sistema in costruzione — non ancora pronto, ma in movimento. Con una fan base da 17 milioni, ascolti raddoppiati, sponsor che preferiscono il femminile al maschile per brand value, e un impatto economico che quasi nessuno sa quantificare.

I 3,2 miliardi esistono già. Il riconoscimento istituzionale, ancora no.


Fine della serie “Serie A Women: il report” — sei episodi, un campionato letto dall’interno.

Autore

Scritto da: Andrea Rango

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