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Naomi Osaka: dopo Shai, il corpo è un altro campo

today15 Maggio 2026 6

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Quattro Slam, una figlia, un’ansia raccontata in pubblico. A 28 anni la giapponese sta provando a riscrivere il significato di “ritorno” per le tenniste madri — e a Melbourne, a gennaio 2026, lo ha detto con una frase che il circuito non aveva ancora avuto il coraggio di ammettere.


Alla Rod Laver Arena, il 24 gennaio 2026, Naomi Osaka non scende in campo per il terzo turno dell’Australian Open. Si ritira poche ore prima della sfida con l’australiana Maddison Inglis: infortunio agli addominali sinistri, lo stesso che le aveva già fatto interrompere la finale di Auckland due settimane prima. In conferenza stampa pronuncia una frase che vale più di mille comunicati federali: «Tornando dalla gravidanza il mio corpo è cambiato parecchio. Devo stare davvero attenta a questa cosa».

Non è un’ammissione di debolezza. È un dato medico-sportivo che, finora, nel tennis era stato quasi sempre trascurato.

La regina del cemento

Cittadina giapponese nata a Osaka il 16 ottobre 1997 da madre giapponese e padre haitiano-americano, cresciuta negli Stati Uniti dai tre anni, Naomi Osaka entra nel circuito WTA da teenager promettente. Nel marzo 2018 vince Indian Wells. A settembre, agli US Open, batte in finale Serena Williams. È il primo Slam.

Da lì, il dominio sul cemento diventa quasi una firma: Australian Open 2019, US Open 2020, Australian Open 2021. Quattro major in tre anni, tutti su superficie veloce. Il 28 gennaio 2019 diventa la prima giocatrice asiatica numero uno del ranking mondiale, posizione che mantiene per 25 settimane.

Poi qualcosa si rompe.

Il Roland Garros 2021 e i quindici mesi di silenzio

A Parigi, nella primavera del 2021, Osaka rifiuta di partecipare alle conferenze stampa per proteggere la propria salute mentale. La WTA la sanziona, lei si ritira dal torneo e parla apertamente di ansia e depressione. È la prima volta che una tennista di vertice sceglie la trasparenza assoluta sul tema, e il dibattito travalica lo sport.

Da quel momento i risultati diventano altalenanti. L’ultima partita prima della pausa è il Pan Pacific Open di Tokyo, settembre 2022. Poi quindici mesi di silenzio. A gennaio 2023 annuncia la gravidanza. Il 7 luglio 2023 nasce Shai, a Los Angeles. Il padre è il rapper Cordae, da cui Osaka si separerà nel 2025.

Brisbane, 1 gennaio 2024: si ricomincia da zero

Il rientro è programmato con cura. Brisbane International, primo gennaio 2024: prima partita ufficiale dopo sedici mesi. Osaka batte la tedesca Tamara Korpatsch 6-3, 7-6(9), annullando tre set point all’avversaria nel secondo set e ritrovando gradualmente fiducia in campo dopo un periodo difficile.

A bordo campo dichiara una frase che diventerà la chiave di lettura della sua nuova carriera: «Voglio mostrare a Shai che è capace di tutto. È una delle ragioni principali per cui sono tornata qui».

Il 2024 è un anno di calibrazione. Quarti a Doha e ‘s-Hertogenbosch, ottavi a Roma e Pechino. Niente di travolgente per chi era stata numero uno, ma abbastanza per ricostruire un ranking partendo da zero — perché le tenniste che rientrano dalla maternità rientrano senza punti, e ogni torneo le mette di fronte alle top player già al primo turno.

Il 2025 della rinascita

L’anno successivo cambia passo. Finale ad Auckland (primo atto WTA dopo la maternità), poi titolo nel WTA 125 di Saint-Malo a maggio — primo trofeo dall’Australian Open 2021. Il vero salto arriva sul cemento nordamericano: finale a Montréal persa contro la rivelazione Victoria Mboko, poi a New York la semifinale US Open contro Amanda Anisimova.

Quella semifinale, giocata fino oltre la mezzanotte del 4 settembre 2025, è probabilmente la partita-simbolo della sua seconda carriera. Anisimova si impone 6-7(4), 7-6(3), 6-3 in poco meno di tre ore, dopo che Osaka era arrivata a tre punti dalla finale. In conferenza stampa, la giapponese non si dispera: «Non posso essere arrabbiata con me stessa. Sono felice di aver perso in semifinale invece che al primo turno».

Il risultato la riporta nella Top 20 WTA per la prima volta dal gennaio 2022. A maggio 2026 occupa la sedicesima posizione del ranking mondiale.

Il corpo dopo Shai

E qui torniamo a Melbourne 2026, e a quella frase pronunciata davanti ai giornalisti australiani. L’infortunio agli addominali non è un episodio: è un segnale che lo sport d’élite sta iniziando a riconoscere.

Gli studi sportivi mostrano che la maternità non compromette la progressione delle prestazioni — al contrario, può migliorare l’organizzazione del tempo di allenamento e la gestione emotiva. Ma il corpo che torna dopo un parto è anatomicamente diverso da quello pre-gravidanza: parete addominale rimodellata, baricentro spostato, tessuti connettivi più lassi per mesi dopo il termine dell’allattamento. Il tennis professionistico non ha protocolli standard per la riatletizzazione post-parto delle top player — ogni atleta deve costruirsi il proprio percorso, spesso con sponsor che pongono scadenze incompatibili con i tempi reali del recupero.

Allyson Felix ha portato questa battaglia nello sponsorship dell’atletica. Alice Pignagnoli l’ha portata nel calcio italiano. Sara Björk Gunnarsdóttir l’ha trasformata in una sentenza FIFA. Naomi Osaka, ora, la porta sul cemento del Grande Slam.

Cosa significa per 4EVA

La narrazione di Osaka è scomoda perché non si lascia ridurre alla formula consolatoria della “mamma che ritrova la forza”. La giapponese ha quattro Slam, due Australian Open e due US Open. Ha già vinto. Quello che sta facendo oggi è qualcosa di diverso: rinegoziare in pubblico cosa significa essere atleta d’élite con un corpo che ha generato vita.

I dati dicono che ce la sta facendo. Sedicesima al mondo, 29 vittorie e 14 sconfitte nelle ultime 52 settimane, una finale WTA 1000 e una semifinale Slam nel 2025. Le mancano la costanza e la salute fisica per un nuovo titolo major. Ma il fatto che, a 28 anni e con una bambina, sia ancora una candidata realistica per Roland Garros, Wimbledon e gli US Open di questa stagione è già una notizia.

E lo è anche, soprattutto, il modo in cui ne parla.

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Scritto da: 4EVA Redazione

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