Featured

Maccarani alla guida della Russia: cosa dice il caso

today14 Settembre 2026 3

Sfondo
share close

Maccarani alla guida della Russia: cosa dice il caso

Emanuela Maccarani è la nuova capoallenatrice della nazionale russa di ginnastica ritmica per gli esercizi di gruppo. Lo ha annunciato la Federazione Russa di Ginnastica con una nota, confermata poi su Facebook dal marito Moreno Buccianti.

Nel comunicato, Mosca inserisce l’incarico nel proprio lavoro di rafforzamento dello staff tecnico e le dà il benvenuto. Maccarani non sostituisce Tatiana Sergaeva, che resta capoallenatrice della nazionale: il suo ruolo riguarda specificamente la squadra di gruppo.

Per quasi trent’anni, dal 1996 al 2025, Maccarani ha guidato la nazionale italiana. Con le Farfalle ha vinto l’argento olimpico ad Atene 2004 e i bronzi di Londra 2012, Tokyo 2020 e Parigi 2024.

Dove sta il procedimento

Qui serve precisione, perché le due vicende — sportiva e penale — vengono spesso confuse.

Nell’autunno del 2022 due ex atlete della nazionale, Anna Basta e Nina Corradini, hanno denunciato pubblicamente maltrattamenti che dissero di aver subito da adolescenti all’Accademia di Desio, il centro alle porte di Milano dove si allena la nazionale.

Sul piano della giustizia sportiva, il Tribunale Federale ha inflitto a Maccarani un’ammonizione nel settembre 2023 e, nel giugno 2025, una squalifica di tre mesi patteggiata per comportamento antisportivo. Sono provvedimenti definiti.

Sul piano della giustizia ordinaria, la GUP del Tribunale di Monza ne ha disposto il rinvio a giudizio per maltrattamenti aggravati dalla presenza di minori. Il processo è iniziato il 10 febbraio 2026 ed è tuttora in corso. Non esiste alcuna sentenza di condanna: Maccarani è imputata, e fino a giudizio definitivo vale la presunzione di innocenza.

Il rapporto con la Federginnastica si era comunque interrotto nel marzo 2025, con la risoluzione anticipata del contratto.

Il contesto che rende possibile la nomina

Due mesi fa, il 7 luglio, il Comitato Olimpico Internazionale ha revocato in via provvisoria la sospensione del Comitato olimpico russo, in vigore dall’ottobre 2023. La decisione — motivata dal fatto che l’organismo russo non annovera più tra i propri membri organizzazioni con sede nei territori ucraini occupati — lascia alle singole federazioni internazionali la scelta se riammettere atlete e atleti russi.

È il primo passaggio verso una possibile partecipazione della Russia a Los Angeles 2028. E secondo la stampa specializzata, riportare la squadra di gruppo russa ai vertici in vista di quei Giochi è esattamente il compito affidato a Maccarani.

La domanda che nessuno sta facendo

Nulla, allo stato, impedisce questa nomina. Le sanzioni sportive italiane sono state scontate, il procedimento penale è in corso ma non produce interdizioni, e una federazione nazionale è libera di scegliere il proprio staff.

È proprio questo il punto. Non esiste alcun meccanismo internazionale che regoli cosa accade quando un tecnico sotto processo per maltrattamenti aggravati dalla presenza di minori viene assunto da un’altra federazione. Le tutele, dove esistono, si fermano ai confini nazionali.

Sono passati quattro anni da quando Basta e Corradini hanno parlato, e da lì si è aperto un intero capitolo sulla tutela delle atlete nei centri federali italiani. Quel capitolo ha prodotto commissioni, audizioni, un dibattito pubblico e, alla fine, la fine di un rapporto trentennale.

Non ha prodotto una sola regola che valga oltre frontiera.

Articolo da aggiornare con eventuali dichiarazioni delle parti e con gli sviluppi del processo.

Scritto da: Andrea Rango

Rate it