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Barcellona-Real Madrid 7-0: l’analisi del Clásico

today4 Ottobre 2026 7

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Domenica 4 ottobre, allo Spotify Camp Nou, davanti a 40.533 spettatori, il Barcellona ha battuto il Real Madrid 7-0. È la vittoria più larga nella storia del Clásico femminile: il precedente era il 6-0 nei quarti di Champions dello scorso aprile. Il Real Madrid arrivava imbattuto in campionato, con quattro vittorie e un pareggio. All’intervallo perdeva 5-0.

Clàudia Pina ha segnato quattro gol in 45 minuti. Ma ridurre questa partita a una serata di grazia individuale vorrebbe dire non vedere il resto.

Cinque minuti che chiudono il Clásico

Pina ha sbloccato la partita al 4′, con un sinistro dal centro dell’area. Per una ventina di minuti il Real Madrid ha retto e ha provato ad attaccare la profondità con Felicia Schröder, fermata due volte in fuorigioco. Al 18′ il VAR ha negato un rigore al Barcellona.

Poi, tra il 28′ e il 33′, la partita è finita. Pina ha segnato in contropiede, poi su assist di Patri Guijarro, e un minuto dopo Caroline Graham Hansen ha chiuso un’azione di Ewa Pajor. Tre gol in cinque minuti contro una squadra che stava ancora cercando di riorganizzarsi. Il quarto gol di Pina, al 45′, su servizio di Pajor, ha mandato tutte negli spogliatoi sul 5-0.

Liga F 2026/27 · 6ª giornataBarcellona-Real Madrid 7-0: la sequenza dei gol
Minuto Risultato Marcatrice Assist
4′ 1-0 Clàudia Pina —
28′ 2-0 Clàudia Pina — (contropiede)
32′ 3-0 Clàudia Pina Patri Guijarro
33′ 4-0 Caroline Graham Hansen Ewa Pajor
45′ 5-0 Clàudia Pina Ewa Pajor
55′ 6-0 Ewa Pajor Caroline Graham Hansen
88′ 7-0 Sydney Schertenleib Patri Guijarro
Domenica 4 ottobre 2026, Spotify Camp Nou · Fonte: SofaScore

Il lato sinistro e una scelta che non ha pagato

Le due squadre sono scese in campo con lo stesso modulo, un 4-3-3, ma con idee opposte. Pere Romeu ha schierato Pina a sinistra nel tridente, con Pajor al centro e Graham Hansen a destra. Pau Quesada ha messo terzino destro Eva Navarro, che di mestiere fa l’esterno offensivo, cioè proprio sulla zona di Pina.

È una scelta comprensibile: più spinta, più qualità in uscita. Contro questo Barcellona, però, ha lasciato scoperta la corsia più pericolosa. Navarro è stata ammonita al 19′ e ha giocato il resto del primo tempo con quel peso addosso. Il problema non è lei: è aver chiesto a un’attaccante di fermare la giocatrice più in forma della Liga F.

Guijarro e Pajor, il lavoro che non finisce nel tabellino

Il voto più alto di SofaScore dopo Pina (10) è di Patri Guijarro: 9,6, con due assist e il controllo totale del centrocampo. Con Sydney Schertenleib e Clara Serrajordi ha formato un triangolo che il Real Madrid non è mai riuscito a pressare. I 654 passaggi contro 332 raccontano proprio questo.

Ewa Pajor ha segnato una volta sola, al 55′ su assist di Graham Hansen, ma ha servito due gol e ha attirato fuori posizione le centrali madridiste per tutta la partita. È il centravanti che non ha bisogno di segnare per decidere.

I numeri dicono anche altro

Il Barcellona ha chiuso con 3,58 di expected goals e ha segnato sette volte. Vuol dire una qualità di conclusione fuori dal comune: le occasioni non erano sette, ma sono state trasformate quasi tutte. Il Real Madrid si è fermato a 0,50 xG, una sola grande occasione, otto tiri. Merle Frohms, voto 3,4, ha subito più di quanto le statistiche prevedessero, ma con 27 tiri contro e una difesa sempre in ritardo è difficile darle la colpa.

C’è un altro dato: zero ammonizioni per il Barcellona, tre per il Real Madrid (Navarro, Arianna Caruso, Linda Caicedo). Le madridiste hanno fatto più contrasti, 19 contro 15, ma quasi sempre in ritardo.

Barcellona-Real Madrid 7-0Le statistiche della partita
Dato Barcellona Real Madrid
Possesso palla 66% 34%
Expected goals (xG) 3,58 0,50
Grandi occasioni 5 1
Tiri totali 27 8
Parate 3 4
Calci d’angolo 4 1
Passaggi 654 332
Contrasti 15 19
Falli 8 9
Ammonizioni 0 3
Fonte: SofaScore

Il Real Madrid e i cambi che non cambiano

Quesada ha provato a reagire presto. Tra il 56′ e il 65′ sono entrate Irune Dorado, Filippa Angeldahl, Sara Däbritz e Lineth Beerensteyn, cioè le due protagoniste della rimonta di Zubieta di otto giorni prima. Il Real Madrid ha avuto qualche momento in più di possesso, ma i fuorigioco di Beerensteyn al 69′ e al 71′ dicono di una squadra che cercava la profondità senza aver vinto prima il centrocampo.

Romeu, invece, al 60′ ha potuto permettersi di togliere Pina e Graham Hansen e far entrare Aitana Bonmatí e Kerolin. Con la partita chiusa, Schertenleib ha trovato all’88’ il settimo gol su assist di Guijarro.

E la Roma?

Quattro giorni prima, mercoledì 30 settembre, il Barcellona aveva vinto 6-0 al Tre Fontane contro la Roma, nella seconda giornata della League Phase di Champions League. In cinque giorni la squadra di Romeu ha segnato tredici gol e non ne ha subito nessuno, contro le giallorosse e contro una squadra arrivata al Clásico senza sconfitte.

Questo ridimensiona lo 0-6 della Roma. Non era il segno di un ritardo particolare del calcio italiano, ma la misura di una squadra che oggi gioca a un livello diverso da quasi tutte le altre. Ridimensionare però non vuol dire assolvere. La distanza tra la Serie A e il vertice europeo esiste, e il Real Madrid, che in Liga F il Barcellona lo affronta due volte l’anno, la sta misurando sulla propria pelle.

Il Barcellona sale a 18 punti in sei giornate, con +26 di differenza reti e cinque punti sul Real Madrid. A ottobre la Liga F non è finita. Chi la vuole riaprire, però, deve capire come si gioca contro questa squadra senza perdere il centrocampo in mezz’ora.

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Scritto da: Andrea Rango

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