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Calcio femminile: sfide, professionismo e parità di genere 4EVA Redazione
Un chilometro da campionesse del mondo, poi tre a inseguire. Giovedì 15 ottobre, nella finale dei Mondiali su pista di Shanghai, l’Italia dell’inseguimento a squadre femminile ha perso il titolo contro la Gran Bretagna. Chiara Consonni, Elisa Balsamo, Martina Fidanza e Vittoria Guazzini hanno chiuso in 4’09″967, oltre cinque secondi dietro le britanniche Erin Boothman, Anna Morris, Millie Couzens e Josie Knight, che hanno fermato il cronometro su 4’04″610.
Il bronzo è andato alla Germania, che ha battuto l’Olanda per 249 millesimi.
La partenza è stata azzurra. Al primo chilometro l’Italia passava in 1’06″612 con quasi un secondo di vantaggio. A metà gara la Gran Bretagna era già davanti, di meno di due decimi. Ai 3000 metri il distacco era di quasi due secondi, all’arrivo di 5″357. Nell’ultimo chilometro le azzurre ne hanno perso quasi tre e mezzo.
| Passaggio | Gran Bretagna | Italia | Distacco |
|---|---|---|---|
| 1000 metri | 1’07″556 | 1’06″612 | Italia avanti di 0″944 |
| 2000 metri | 2’06″537 | 2’06″724 | Gran Bretagna avanti di 0″187 |
| 3000 metri | 3’06″084 | 3’07″959 | 1″875 |
| 4000 metri | 4’04″610 | 4’09″967 | 5″357 |
Il dato che fa riflettere è il confronto con il primo turno. Contro la Germania l’Italia aveva girato in 4’06″771, tre secondi e mezzo meglio che in qualificazione, con Martina Alzini al posto di Consonni. In finale il quartetto è stato più lento di oltre tre secondi rispetto a quella prova. Anche nella sua giornata migliore, però, non si era avvicinato al 4’04” britannico.
La lettura che ne diamo è doppia. C’è stata una partenza troppo veloce, pagata nel finale. E c’è una distanza tecnica reale: poco più di due secondi separano il miglior tempo azzurro del Mondiale da quello delle campionesse. Va ricordato anche il calendario. Balsamo, Consonni e Guazzini sono professioniste su strada, e il Mondiale su pista è arrivato a metà ottobre, alla fine di una stagione lunga.
L’Italia arrivava a Shanghai da campione in carica. Un anno fa, a Santiago del Cile, il quartetto di Marco Villa aveva battuto la Germania in finale in 4’09″569, con Fidanza, Alzini, Consonni, Guazzini e la giovane Federica Venturelli. Era il secondo titolo mondiale dopo quello del 2022.
Il tempo azzurro di Shanghai è quasi identico a quello che un anno fa valeva l’oro. Quello britannico è più basso di quasi cinque secondi. È questa, più dell’argento, la notizia da cui ripartire verso Los Angeles 2028.
Nella stessa giornata anche il quartetto maschile azzurro ha chiuso al secondo posto. Sabato 17 ottobre Alzini è arrivata quarta nell’inseguimento individuale.
La Gran Bretagna, con Boothman, Morris, Couzens e Knight, in 4’04″610. Argento all’Italia in 4’09″967, bronzo alla Germania.
Chiara Consonni, Elisa Balsamo, Martina Fidanza e Vittoria Guazzini. Nel primo turno al posto di Consonni c’era Martina Alzini.
Sì. Nel 2025 a Santiago del Cile aveva battuto la Germania in finale in 4’09″569, secondo titolo dopo quello del 2022.
Giovedì 15 ottobre 2026, nella stessa giornata in cui anche il quartetto maschile azzurro ha vinto l’argento.
4EVA · Donne oltre lo sport
Analisi, tempi e protagoniste: raccontiamo le azzurre del ciclismo oltre il risultato.
Scritto da: 4EVA Redazione
Ciclismo su pista Elisa Balsamo inseguimento a squadre Mondiali pista 2026 Vittoria Guazzini