Approfondimento

Milan Under 15 contro i maschi: Morace e l’inclusione

today14 Ottobre 2026 7

Sfondo
share close

Un derby giovanile finito 0-4 è diventato un caso. Nel weekend del 10 e 11 ottobre la squadra Under 15 femminile del Milan ha affrontato l’Inter in un torneo maschile Under 13. Pochi giorni dopo Carolina Morace, ex commissaria tecnica della Nazionale e oggi europarlamentare, ha scritto sui social un intervento che ha aperto il dibattito: “Quello andato in scena lo scorso weekend è un derby di cui davvero non capisco né il senso, né la finalità”.

Il tema è più ampio di una partita. Riguarda che cosa intendiamo per inclusione nello sport giovanile, e chi deve dimostrare che una scelta educativa funziona.

Che cosa ha deciso il Milan

L’iniziativa risale all’inizio di settembre. Come ha raccontato MilanPress, il club ha iscritto due squadre femminili ai tornei maschili riservati ai vivai professionistici. L’Under 15, reduce dal titolo italiano di categoria, gioca nel Torneo Under 13 Pro, a nove contro nove. L’Under 17 gioca nel Torneo Under 14 Pro. Entrambe partecipano fuori classifica e hanno rinunciato al nuovo girone unico nazionale femminile.

Le motivazioni dichiarate sono tecniche: più velocità, più pressione, decisioni più rapide, una lettura degli spazi più evoluta. La Gazzetta dello Sport, citata da GrandiSport24, ha parlato di un contesto più esigente sul piano tecnico, fisico e dell’intensità. MilanPress l’ha definita una prima volta in Italia, con l’obiettivo di alzare ulteriormente il livello delle giovani calciatrici rossonere.

I primi risultati sono stati duri. Nello stesso weekend del derby, l’Under 17 ha perso 8-0 contro l’Alcione nel torneo Under 14.

Gli argomenti di Morace

La voce non è una qualsiasi. Morace è stata una delle attaccanti più forti della storia del calcio italiano e nel 1999 è diventata la prima donna ad allenare una squadra maschile professionistica in Italia, la Viterbese in Serie C1. Conosce dall’interno sia il calcio femminile sia gli ambienti maschili, e sa che cosa significa essere l’eccezione in un contesto pensato per altri.

Il post di Morace parte da un principio: lo sport giovanile “dovrebbe essere, prima di tutto, un luogo di crescita, divertimento, educazione e rispetto”. Da qui la critica a un derby che, secondo lei, anticipa “rivalità e contrapposizioni che spesso appartengono più al mondo degli adulti che a quello dei bambini”.

Il passaggio centrale riguarda le differenze di crescita. “A determinate età, le differenze individuali nella crescita fisica, nella maturazione e nelle capacità motorie possono essere significative. Ignorarle in nome di un principio astratto non significa necessariamente promuovere l’uguaglianza”.

Morace non contesta l’idea di far allenare insieme ragazze e ragazzi. Propone altri strumenti: allenamenti condivisi, giochi cooperativi, attività multidisciplinari, progetti in cui il risultato non sia l’unico criterio di valutazione. E chiude con la frase che è circolata di più: “L’inclusione non è una fotografia da esibire. È un percorso da costruire”.

Cosa dicono le regole

Le norme federali sull’attività mista sono più articolate di quanto suggerisca il dibattito. Il Comunicato Ufficiale n. 1 del Settore Giovanile e Scolastico per la stagione 2026/27 ammette squadre miste in tutta l’attività di base e nei campionati Giovanissimi, tranne quello nazionale. Nelle categorie Allievi l’attività mista non è prevista.

FIGC · Settore Giovanile e Scolastico

Squadre miste: cosa prevedono le regole

Attività mista nel calcio giovanile secondo il Comunicato Ufficiale n. 1 FIGC-SGS 2026/27: categorie, età e regole
Categoria Età Squadre miste
Attività di base (Piccoli Amici, Primi Calci, Pulcini, Esordienti) Fino a 12 anni Ammessa
Giovanissimi Under 14 e Under 15 Ammessa, tranne il campionato nazionale
Allievi Under 16 e Under 17 Non prevista
📋 Le ragazze possono giocare con i maschi di un anno più giovani: automaticamente nelle prime categorie, con deroga nelle altre · Fonte: C.U. n. 1 FIGC-SGS 2026/27

C’è poi la questione dell’età. Il regolamento consente alle ragazze di giocare con i maschi di un anno più giovani: automaticamente nelle categorie dei più piccoli, con una deroga richiesta al Comitato Regionale nelle altre. Nel caso del Milan, un’Under 15 femminile affronta squadre maschili Under 13, quindi ragazzi di uno o due anni più giovani. Non abbiamo trovato documenti pubblici che spieghino quale autorizzazione abbia reso possibile questa formula nei tornei Pro, riservati ai club professionistici.

Due ragioni, una domanda

Entrambe le posizioni partono da un problema reale. Il Milan cerca un livello di competizione che, a giudicare dalle motivazioni dichiarate, non ritiene di trovare nel circuito femminile giovanile. È una lettura che dice molto sullo stato del calcio femminile di base in Italia: se una squadra campione d’Italia sente il bisogno di cercare avversari altrove, il problema non riguarda solo il Milan.

Morace, dall’altra parte, mette in guardia da un rischio concreto. Una partita persa 0-4 o 0-8 non è di per sé un fallimento educativo. Lo diventa se l’esperienza non è accompagnata, spiegata, misurata. Se il messaggio che arriva alle atlete è che il loro valore si misura sul confronto con i maschi, l’esperimento rischia di ottenere l’opposto di ciò che promette.

Qui sta, secondo noi, il punto. Non serve schierarsi pro o contro l’attività mista, che le regole federali già prevedono e che in molte realtà di base funziona da anni. Serve chiedere al Milan di rendere pubblici obiettivi e criteri di valutazione: come misura la crescita delle sue calciatrici, chi segue il loro benessere, quando e come deciderà se la formula ha funzionato. Un esperimento coraggioso, per essere credibile, deve accettare di essere valutato.

E serve chiedere alla Federazione di costruire campionati femminili giovanili abbastanza competitivi da rendere superflue scelte come questa. La vera inclusione, per usare le parole di Morace, è anche questo: un percorso in cui le giovani calciatrici non debbano andare altrove per trovare il loro livello.

Al momento non risultano repliche pubbliche del Milan al post di Morace.

Autore

Scritto da: 4EVA Redazione

Rate it