Società e Diritti

Mattarella: violenza sulle donne è emergenza

today17 Settembre 2026 6

Sfondo
share close

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha scelto un pronto soccorso per dire una cosa che riguarda tutto il Paese. Ieri, 17 settembre, ha visitato la “Stanza Rosa” dell’Ospedale Misericordia di Grosseto, lo spazio dedicato all’accoglienza delle donne vittime di violenza. Al termine della visita, le sue parole non hanno lasciato margini di ambiguità: la violenza contro le donne è “un’emergenza di primaria importanza della vita del nostro paese, come ovunque”.

I numeri che il Capo dello Stato ha voluto ricordare

Mattarella ha citato i dati con precisione: 97 femminicidi nel 2025, già 34 nel solo primo semestre di quest’anno. Numeri che, ha sottolineato, descrivono “un fenomeno che prima non era neppure considerato con attenzione adeguata” e che oggi va trattato per quello che è: un’urgenza strutturale, non un’emergenza di stagione.

Prevenire, non solo reprimere

Il passaggio più netto del discorso riguarda il metodo. Per il presidente non basta la repressione: serve un “impegno pubblico della Repubblica” nel prevenire, agendo su quello che ha definito un “deficit” e una “carenza culturale e di senso di umanità” alla radice della violenza. Ha indicato la strada in tre luoghi precisi — scuola, università, lavoro — dove va costruita, fin da subito, un’educazione ai rapporti umani che “ha sempre caratterizzato il modo di crescere della civiltà”.

Il modello Codice Rosa

Mattarella ha dedicato parte del suo intervento al riconoscimento di chi lavora ogni giorno su questo fronte. La Stanza Rosa di Grosseto fa parte della rete regionale toscana Codice Rosa, un modello di accoglienza integrata attivo da un decennio e che oggi coinvolge circa 800 operatori. Il presidente ha voluto ringraziarli esplicitamente, definendo il loro lavoro “di primaria importanza nella vita del nostro Paese” — un modo per dire che la risposta alla violenza non è mai solo istituzionale: passa anche attraverso chi, nei pronto soccorso e nei servizi territoriali, la intercetta per primo.

Il messaggio arriva da un ospedale, ma il tema che pone — una cultura ancora indietro rispetto all’urgenza del problema — non si ferma ai confini della sanità o della cronaca nera. È lo stesso terreno su cui si misura, spesso con risultati molto meno rassicuranti, qualsiasi ambiente organizzato in cui le donne lavorano o competono: compreso lo sport.

Autore

Scritto da: Andrea Rango

Rate it