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Calcio femminile: sfide, professionismo e parità di genere 4EVA Redazione
Ventidue chilometri, 31 minuti e 30 secondi, a più di 41 all’ora di media. Mercoledì 7 ottobre, agli Europei di Lubiana, Marlen Reusser ha vinto la cronometro élite con 23 secondi su Demi Vollering e oltre un minuto sulla francese Juliette Berthet. È il suo quinto titolo europeo contro il tempo, il secondo consecutivo dopo quelli del 2021, 2022, 2023 e 2025. Secondo Sportface, nessuna ne aveva mai vinti tanti: superata anche l’olandese Ellen van Dijk.
Quarta, a sei secondi dal bronzo, Elisa Longo Borghini.
Per capire la portata di questa vittoria bisogna allargare lo sguardo alle ultime tre settimane. Il 20 settembre, a Montréal, Reusser si è presa il secondo titolo mondiale a cronometro di fila dopo quello di Kigali 2025. Quel giorno compiva 35 anni. A Lubiana è arrivata da campionessa del mondo, ha preso il bronzo nella gara in linea e poi ha vinto la sua specialità. È l’ottava vittoria della sua stagione, la quinta a cronometro, in un anno in cui ha già vinto anche il Tour de Suisse, la Dwars door Vlaanderen e una tappa a cronometro del Tour de France Femmes.
La parte più bella della storia di Reusser è come ci è arrivata. Non è cresciuta in un vivaio ciclistico. Ha studiato medicina, ha lavorato come assistente in chirurgia, e in bici ha cominciato quasi per caso, all’università, pedalando nelle staffette miste di triathlon amatoriali. Nel 2017, all’ultimo anno di medicina e con la licenza in tasca da pochi mesi, si è presentata ai campionati svizzeri: ha vinto la cronometro ed è arrivata seconda nella gara in linea. Aveva 25 anni.
Da lì è venuto tutto il resto: l’argento olimpico a Tokyo, due titoli mondiali, cinque europei, oggi la maglia della Movistar. Nel ciclismo femminile di questi anni, che guarda sempre di più alle giovanissime, Reusser è la prova che i percorsi possono essere molto diversi. Si può arrivare al vertice a 25 anni, da medica, e restarci a 35 meglio di prima.
Se Reusser ha dominato le crono, la gara in linea ha avuto un’altra padrona. Sabato 3 ottobre, sui 130 km tra Lubiana e Šenčur, Demi Vollering ha attaccato sull’ultima salita di Možjanca, a circa 14 chilometri dall’arrivo, ed è arrivata da sola, cinque secondi davanti alla connazionale Puck Pieterse e alla stessa Reusser. Una settimana prima aveva vinto il Mondiale di Montréal. «Mi piace vincere, semplicemente», ha detto, «e non mi annoia mai».
Le due migliori del momento si sono divise i titoli élite, e si sono ritrovate sul podio l’una dell’altra.
| Data | Gara | Oro | Argento | Bronzo | Migliore italiana |
|---|---|---|---|---|---|
| 2 ott | U23 in linea | Mara Winter (SUI) | Nienke Vinke (NED) | Viktória Chladoňová (SVK) | Ciabocco, 7ª |
| 3 ott | Élite in linea | Demi Vollering (NED) | Puck Pieterse (NED) | Marlen Reusser (SUI) | Longo Borghini, 4ª |
| 4 ott | Juniores in linea | Azzurra Ballan (ITA) | Morgane Lestrade (FRA) | Klara Dworatzek (GER) | Ballan, oro |
| 6 ott | Staffetta mista élite | Francia | Italia | Lussemburgo | Argento |
| 6 ott | Staffetta mista juniores | Italia | Polonia | Svizzera | Oro |
| 7 ott | Élite a cronometro | Marlen Reusser (SUI) | Demi Vollering (NED) | Juliette Berthet (FRA) | Longo Borghini, 4ª |
| 7 ott | U23 a cronometro | Nienke Vinke (NED) | Megan Arens (NED) | Viktória Chladoňová (SVK) | Nessuna al via |
| 7 ott | Juniores a cronometro | Alejandra Neira (ESP) | Laura Fivé (BEL) | Augustė Mikutytė (LTU) | Acuti, 16ª |
Per l’Italia gli Europei al femminile si possono riassumere in due immagini. La prima è Azzurra Ballan che vince la volata della prova juniores e, due giorni dopo, l’oro nella staffetta mista: la generazione che arriva. La seconda è Elisa Longo Borghini quarta due volte, nella gara in linea a cinque secondi da Vollering e nella cronometro a sei secondi dal bronzo. Quarta, peraltro, anche nella crono mondiale di Montréal.
Tre quarti posti in tre settimane non sono una sconfitta. Sono il segno di un’atleta che a ogni grande appuntamento è lì, tra le migliori quattro del mondo, contro avversarie come Reusser e Vollering nel loro momento più alto. Longo Borghini ha portato anche l’argento nella staffetta mista élite, insieme a Monica Trinca Colonel e Alessia Vigilia, dietro la Francia.
Tra le under 23 la migliore è stata Eleonora Ciabocco, settima. Nel medagliere complessivo, uomini compresi, l’Italia chiude terza con cinque medaglie, dietro Spagna e Paesi Bassi.
Rimane una cosa da dire, ed è la più interessante. Le due regine di questi Europei hanno 35 anni, Reusser, e 29, Vollering. Hanno vinto tutto quello che c’era da vincere tra Mondiali ed Europei in tre settimane. Il ciclismo femminile professionistico è cresciuto in fretta, e con lui sono cresciute le carriere: oggi si può correre ad alto livello più a lungo, con più squadre professionistiche, più gare e più continuità di quanta ce ne fosse dieci anni fa. Reusser, che ha cominciato a 25 anni con una laurea in medicina, è la dimostrazione più chiara di cosa diventa possibile quando lo sport offre a una donna il tempo di crescere.
La svizzera Marlen Reusser, il 7 ottobre 2026 a Lubiana, davanti a Demi Vollering (+23″) e Juliette Berthet (+1’10”). Elisa Longo Borghini è arrivata quarta.
Cinque: 2021, 2022, 2023, 2025 e 2026. È anche campionessa del mondo a cronometro, con i titoli di Kigali 2025 e Montréal 2026, e argento olimpico a Tokyo 2020.
L’olandese Demi Vollering, il 3 ottobre 2026, con un attacco solitario sull’ultima salita. Seconda Puck Pieterse, terza Marlen Reusser, quarta Elisa Longo Borghini, tutte a cinque secondi.
L’oro di Azzurra Ballan nella prova juniores in linea; con le atlete in squadra, l’oro nella staffetta mista juniores e l’argento in quella élite.
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Scritto da: Andrea Rango
cronometro donne Lubiana Demi Vollering Elisa Longo Borghini Europei ciclismo 2026